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“Apprendiamo della notifica di un nuovo avviso di garanzia al Sindaco di Imperia, questa volta per tentata truffa ai danni della Comunità Europea. Pur ribadendo con fermezza il principio della presunzione di innocenza, non possiamo continuare a ignorare le ricadute politiche e istituzionali di una vicenda tanto delicata. Ancora una volta, Imperia torna sotto i riflettori della cronaca nazionale, ma per motivi che nulla hanno a che fare con le sue bellezze, la sua storia o le sue eccellenze. È lecito domandarsi: si tratta davvero di una sfortunata coincidenza, o il susseguirsi di avvisi di garanzia evidenzia una modalità disinvolta, opaca e discutibile nella gestione della cosa pubblica?
Minimizzare la gravità dell’ennesimo procedimento giudiziario non fa bene alla credibilità dell’amministrazione, né al decoro della città. Un’Amministrazione che somma inchieste, ombre e zone grigie getta un’inevitabile sfiducia sulle istituzioni locali, mortificando l’immagine di Imperia e il diritto dei suoi cittadini ad una guida trasparente, responsabile, irreprensibile, al di sopra di ogni sospetto. Chi continua a restare in silenzio, o peggio ancora tenta di giustificare l’ingiustificabile, finisce per legittimare un modello amministrativo distante anni luce dai principi fondamentali della buona politica e della buona amministrazione. E il rischio più grave è l’assuefazione: considerare ‘normale ciò che dovrebbe restare del tutto estraneo alle istituzioni.
A questo punto, è lecito chiedersi: i partiti che sostengono l’attuale Amministrazione cosa intendono fare? Continueranno a coprire, a minimizzare, a voltarsi dall’altra parte? O prenderanno finalmente una posizione netta, chiara, responsabile?” Noi di Imperia Senza Padroni “ricordiamo che la credibilità di chi amministra non si misura soltanto sulla legalità formale delle sue azioni, ma anche sulla loro opportunità politica, con innegabili riflessi sul valore della morale e dell’etica pubblica. Anche ciò che è formalmente lecito può essere profondamente inopportuno, soprattutto per chi rappresenta le istituzioni e dovrebbe essere esempio di rettitudine”.
Ci aspetta ora, come in passato, una città spaccata in due: tra innocentisti e colpevolisti. Ma la vera divisione non è quella giudiziaria. È tra chi pretende legalità, trasparenza e dignità istituzionale, e chi preferisce chiudere gli occhi di fronte ad evidenze sempre più gravi. A chi proverà a negare l’esistenza di un problema sistemico, ricordiamo un antico adagio: peggio del lupo che non cambia il pelo, c’è il branco che glielo liscia. Il rispetto delle regole e delle istituzioni non è negoziabile. E non lo è nemmeno il diritto dei cittadini ad avere una classe dirigente ineccepibile. Imperia merita legalità, trasparenza e dignità istituzionale. Chi ha davvero a cuore il bene comune non può continuare a voltarsi dall’altra parte. Come diceva George Orwell: “Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri e traditori, non è vittima. È complice.”
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