Oggi il Consiglio dei ministri su migranti e Nadef

Oggi il Consiglio dei ministri su migranti e Nadef


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Il nuovo decreto sull’immigrazione e la nota di aggiornamento al documento di economia e finanza. 
Sono i due temi sul tavolo del Consiglio dei ministri di oggi. Per quanto riguarda il fronte dei migranti, sono confermate le misure annunciate la scorsa settimana dalla premier Meloni. 

Anche chi ha un permesso di soggiorno di lungo periodo potrà essere espulso “per gravi motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato” dal ministro dell’Interno. Quando ricorrono “gravi motivi di pubblica sicurezza” l’espulsione è disposta dal prefetto. La precedente normativa limitava la possibilità di espellere i soggiornanti di lungo periodo. E potrà essere respinto il ricorso dell’espulso se il questore ritiene che la sua presenza possa turbare ordine pubblico e sicurezza. 

Per quanto riguarda i minori, oltre all’espulsione per chi è sorpreso a mentire sulla propria età, in caso di indisponibilità di strutture ricettive temporanee per migranti minorenni il prefetto potrà mandare il minore, di almeno 16 anni, nei centri ordinari “per un periodo comunque non superiore a novanta giorni”. Su questo punto non c’è stata compattezza: reiterati i dubbi di Forza Italia. Nel preconsiglio di ieri sera sarebbe stato raggiunto un accordo secondo cui per stabilire la minore età si procederà a un “accertamento socio-sanitario effettuato da un’equipe multi-disciplinare”, da svolgere rapidamente e anche avvalendosi di radiografie del polso. 

Infine, in caso di arrivi consistenti dalle rotte marittime del Mediterraneo, per la gestione degli hotspot il ministero dell’Interno è autorizzato ad avvalersi della Guardia costiera (che dipende funzionalmente dal Ministero delle infrastrutture, di cui è titolare il ministro Salvini). E, soprattutto, la bozza del decreto stabilisce l’estensione a tutte le donne di un’accoglienza più tutelata, finora riservata solo a donne in gravidanza, minori e disabili. 

Ma il focus del Consiglio dei ministri di oggi sarà sui dati economici in vista della manovra. 
L’obiettivo dell’esecutivo resta quello di rassicurare i mercati. L’impresa si annuncia ardua: si profila una revisione al ribasso delle stime della crescita dell’Italia. Il Pil del 2023 dovrebbe attestarsi a +0,8%, in leggera flessione rispetto al +0,9% tendenziale ipotizzato nel Def e del +1% stimato sul piano programmatico. Il Pil tendenziale per il 2024, invece, potrebbe aggirarsi sul +1%, mentre il documento di economia e finanza calcolava una ipotesi di crescita dell’1,4%. 

Brutte notizie anche per il rapporto deficit/PIL che dovrebbe crescere fino a qualche decimale sopra il 5%, molto al di sopra rispetto alla stima di aprile al 4,5%. Non sono le migliori credenziali con cui presentarsi al tavolo negoziale a Bruxelles su riforma del patto di stabilità e ratifica del Mes, ma c’è tempo per trattare: i numeri che contano saranno definiti solo a Ottobre quando Governo e Tesoro trasmetteranno alla Commissione il Dpb, il Documento programmatico di Bilancio.

 

 

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www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-09-26 16:58:00 da


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