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9 gennaio 2024

Condanna a 30 anni per il 36enne albanese e a 21 anni per il marocchino di trent’anni accusati dell’omicidio di Nico Hozu, il 34enne rumeno trovato esanime davanti all’ex ristorante La Fazenda a Montale la notte del 24 agosto del 2021. L’uomo era poi deceduto in ospedale dopo circa un mese di agonia
CASTELNUOVO RANGONE (Modena) – Si è chiuso oggi in tribunale a Modena il processo di primo grado per l’omicidio del 34enne rumeno trovato esanime davanti all’ex Fazenda nell’estate del 2021. Condanne a 30 e 21 anni per i due imputati accusati dell’aggressione mortale. Condanna a 30 anni per il 36enne albanese e a 21 anni per l’altro imputato, il marocchino di trent’anni, che erano accusati dell’omicidio di Nico Hozu, il 34enne rumeno trovato esanime davanti all’ex ristorante La Fazenda a Montale la notte del 24 agosto del 2021, e morto dopo un mese all’ospedale di Baggiovara. A processo anche un 58enne italiano accusato di estorsione, e condannato a 4 anni e 2 mesi. Il giudice ha anche deciso per la famiglia della vittima un risarcimento di quasi 400mila euro. Si è chiusa in primo grado la fase processuale per un delitto che era maturato negli ambienti dello spaccio di droga e in una zona, l’ex Fazenda, passata dai fasti di un ristorante rinomato allo stato di abbandono dopo la chiusura per fallimento. Nico Hozu era stato trovato esanime e ferito sull’asfalto di via Bellaria davanti all’ex ristorante. Gli inquirenti pensarono subito ad un incidente ma l’ipotesi del pirata della strada, scappato senza prestare soccorso, resse solamente i primi giorni; in seguito i carabinieri si indirizzarono sull’aggressione diventato poi omicidio, anche perché dopo la morte i primi esiti dell’autopsia indicarono come causa del decesso un solo colpo alla testa inferto probabilmente con un corpo contundente.
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