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di Ilaria Lumini
PISTOIA – La natura del colpo inferto, quella ferita lacero contusa al cranio che ha tagliato lo scalpo di netto, incompatibile con una caduta dall’alto ma riconducibile a una violenta aggressione probabilmente causata da una spranga.
E ancora, l’ipotesi che la schiena e il torace siano stati colpiti da calci quando la vittima era già a terra e data alle fiamme poi quando era ancora agonizzante. E quelle lacerazioni alle mani compatibili con ferite da difesa: Alessio Cini la mattina della morte ha provato a difendersi.
Nell’aula bunker della Corte d’Assise di Firenze, nella giornata di oggi, è stato il medico legale Ilaria Marradi a ricostruire le cause che hanno portato alla morte dell’operaio tessile di 56 anni, ucciso nel piazzale della villetta trifamiliare, alla Ferruccia, la mattina dell’8 gennaio 2024.
Accusato per l’omicidio aggravato dalla crudeltà e ristretto da quasi un anno al carcere La Dogaia di Prato, il cognato della vittima, Daniele Maiorino, artigiano aglianese di 58 anni e vicino di casa della vittima.
Il medico legale ha anche confermato che non sono stata le fiamme la causa del decesso di Cini, il fuoco non è stato sufficiente a causarne la morte perché la combustione della benzina (una tanica fu trovata durante il sopralluogo, ndr) ha lambito solo parzialmente gli indumenti della vittima, una tuta in materiale sintetico.
Nessun segno di rotolamento però è stato rilevato vicino al cadavere, testimonianza che l’uomo, a terra agonizzante, non è stato capace di provare a spegnere le fiamme rotolando su ste stesso.
Il medico legale, testimone dell’accusa, ha quindi ripercorso il sopralluogo effettuato la mattina del ritrovamento del cadavere di Alessio Cini e il successivo esame autoptico sul corpo: come detto, ferita lacero contusa al cranio, ferite da difesa alle mani, ecchimosi su torace e schiena e in fase agonizzante dato alle fiamme con della benzina e il fuoco, presumibilmente, Cini lo ha percepito.
Respinta dai giudici della Corte la perizia sul braccio destro dell’imputato che, a seguito di un incidente – aveva spiegato il legale di Maiorino, avvocato Katia Dottore Giachino – ha invalidità permanente del 20%. La prossima udienza è prevista per il 4 febbraio. Con oggi i testimoni dell’accusa sono terminati.
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2025-01-23 17:24:26 da Ilaria Lumini

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