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La richiesta dei pubblici ministeri è di sei anni di reclusione. L’accusa contestata all’ex ministro degli Interni è sequestro di persona e omissione d’atti d’ufficio
di Francesco Patanè,
20 Dicembre 2024
È attesa per oggi la sentenza del Tribunale di Palermo nel processo sul caso Open Arms che vede sul banco degli imputati Matteo Salvini.
La richiesta dei pubblici ministeri è di sei anni di reclusione. L’accusa contestata all’ex ministro degli Interni, oggi ministro delle Infrastrutture, è sequestro di persona e omissione d’atti d’ufficio. Secondo i magistrati palermitani Marzia Sabella, Giorgia Righi e Geri Ferrara l’allora numero uno del Viminale (nel governo Conte uno) avrebbe impedito lo sbarco di 147 migranti (fra cui 27 minori) salvati dalla nave ong Open Arms nel canale di Sicilia.
Il processo Open Arms nell’aula bunker di Palermo oggi arriva a sentenza dopo tre anni di dibattimento, 24 udienze e 45 testimoni chiamati a ripercorrere quanto accadde nei primi venti giorni dell’agosto 2019 nelle acque del Mediterraneo.
La vicenda
L’1 agosto 2019 la nave Open Arms soccorre in mare in diverse operazioni di salvataggio i 147 migranti. L’ong chiede il Pos (porto sicuro) alle autorità italiane che lo negano in virtù del neonato decreto sicurezza bis. Per oltre dieci giorni Roma non risponde alle richieste di sbarco. L’ong manda un esposto alle procure chiedendo se il rifiuto di assegnare il Pos possa essere considerato Reato. Il 12 agosto il tribunale per i minorenni di Palermo risponde che per i più piccoli il reato c’è. I minorenni vengono fatti sbarcare. Il 13 agosto Open Arms si rivolge al Tar del Lazio per annullare il provvedimento di divieto di ingresso nelle acque territoriali. Il tribunale amministrativo il giorno dopo dà ragione alla ong e sospende il provvedimento del governo. Open Arm entra in acque italiane ma non viene fatta attraccare. Solo il 20 agosto il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio dopo un’ispezione sulla nave, ordina lo sbarco a Lampedusa dei migranti rimasti a bordo.
Il tribunale dei ministri
Due mesi e mezzo dopo Salvini viene indagato dalla procura di Agrigento per sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio. Il tribunale dei ministri di Palermo esamina il caso per decidere se procedere contro il leader leghista. “La condotta del ministro è considerata un atto amministrativo e non politico, quindi è giudicabile da un collegio” scrive il tribunale dei Ministri.
Il processo
Nel gennaio del 2021 Salvini viene rinviato a giudizio. Il gup di Palermo Lorenzo Iannelli accoglie la tesi dell’accusa e fissa per il 15 settembre 2021 la prima udienza del processo. Un dibattimento, andato avanti per oltre tre anni con 24 udienze nelle aule bunker delle carceri Ucciardone e Pagliarelli di Palermo. Il collegio presieduto da Roberto Murgia ha ascoltato 45 testimoni fra cui, l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’ex ministro degli esteri Giuseppe Di Maio e l’attuale ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Le richieste dell’accusa
Il 13 settembre, dopo sette ore di requisitoria i pm Geri Ferrara, Marzia Sabella e Giorgia Righi, chiedono la condanna di Salvini a 6 anni. Per l’accusa è stato un “Iter criminoso non concedere il porto sicuro ai migranti, si rischia di fare politica sulla pelle di chi soffre. E Piantedosi in aula ha cercato di diluire le responsabilità di Salvini”. Esplode la polemica, il leader leghista definisce “folle” la richiesta sui social. Il risultato è una campagna d’odio e di minacce nei confronti dei pubblici ministeri che costringono il prefetto di Palermo ad aumentare le misure di protezione per i magistrati.
La difesa di Salvini
Il 18 ottobre, l’avvocata Giulia Bongiorno nell’arringa conclusiva legge l’intera vicenda con la lente della legittima scelta politica: “si è trattato di una difesa dei confini“. È il cuore del suo intervento a difesa dell’attuale ministro dei Trasporti. Durante l’arringa ha poi accusato l’ong spagnola di aver perso tempo, di aver “bighellonato” per arrivare a mettere all’angolo il ministero e gli indirizzi politici del governo.
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www.lapresse.it è stato pubblicato il 2024-12-20 07:09:44 da Francesco Patanè

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