Otto donne col tumore al seno in cammino da Otranto a Santa Maria di Leuca. “Grazie alle bellezze della vita resistiamo alla malattia”

Otto donne col tumore al seno in cammino da Otranto a Santa Maria di Leuca. “Grazie alle bellezze della vita resistiamo alla malattia”


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Le valigie sono pronte, lunedì si parte: a piedi fino a sabato attraverso il Salento, da Otranto a Santa Maria di Leuca. Otto donne con un tumore al seno in fase metastatica hanno deciso di resistere in questo modo alla malattia per testimoniare il valore delle terapie integrate.

Il viaggio è un progetto organizzato dalla sede romana dell’associazione Onconauti e dalla fondazione Susan G. Komen Italia, che finanzia un centro per l’oncologia integrata all’ospedale Gemelli. Da qui parte un percorso inteso come forma simbolica di resilienza, ma anche di condivisione e terapia: un cammino che ha un forte significato metaforico per esorcizzare i momenti difficili che potranno arrivare. Le otto donne non si conoscono fra loro e domenica sera si vedranno tutte insieme per la prima volta: alcune sono in cura presso il Gemelli e l’ospedale San Giovanni, ma ci sono anche pazienti da Torino e Bologna, comunque tutte assistite dall’associazione Onconauti.  Una delle pazienti è salentina, per questo la scelta del Salento.

Nonostante la gravità della malattia, loro resistono e riescono a condurre una vita il più normale possibile, a camminare, a viaggiare. Lunedì iniziano a camminare lungo la via del Mare in Salento, fino a sabato: cinque tappe da 20 km al giorno a piedi per arrivare da Otranto a Santa Maria di Leuca, angolo estremo del tacco di Italia dove il mare si perde a vista d’occhio fino a confondersi con il cielo.

Ad accompagnare le donne saranno gli operatori romani di Onconauti e Susan G Komen Italia, che nelle aree di sosta che troveranno lungo il cammino faranno terapia integrata come sedute di yoga, qi gong, esercizi di rilassamento, meditazione, educazione alimentare e psicologica. Fra le otto pazienti c’è Paola Simeoni, 51 anni, di Ariccia, un marito e un figlio di 14 anni. Paola è tecnico di laboratorio in un ospedale e continua a lavorare: due anni fa la diagnosi, terribile, tumore al seno con metastasi in tutto il corpo. Due giorni fa ha appreso che la sua malattia è in progressione, ma non ha rinunciato al viaggio.

Anzi, la sua energia è contagiosa. “Il mio futuro è più che incerto, ma questo cammino ci impegnerà ad attingere a tutto ciò che di bello la vita può offrirci. Ho un marito e un figlio meravigliosi, che mi supportano in tutto”. Dopo la diagnosi Paola era sconvolta, ha passato momenti molto difficili. Adesso è lei a dare forza agli altri. “Dopo la diagnosi volevo scrivere una lettera per salutare mio marito e mio figlio. Invece ora sto bene. Non so quanto durerà, ma questo nessuno può saperlo. Pensiamo di essere immortali quando stiamo bene, ma non lo siamo. Quando capitolerò voglio essere sicura di aver fatto tutto per aver reso questo momento il più lontano possibile”.

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roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-10-08 20:35:28 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)


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