Palermo, stallo sulla Prima commissione: Lagalla aggrega i suoi


PALERMO – Un vertice durato un’ora, a Palazzo delle Aquile, per provare a uscire da quello che ormai è un vicolo cieco. Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ieri ha incontrato i capigruppo di maggioranza per affrontare la questione della commissione Bilancio: dopo le dimissioni dei componenti del centrodestra, infatti, è scoppiata una polemica furiosa fra chi rischia di restare fuori, Ugo Forello, e chi sta provando a silurarlo. Un braccio di ferro in punta di diritto, fatto di interpretazioni e analogie, dovuto al fatto che non esiste una norma chiara per casi del genere né nello statuto comunale, né nel regolamento o nel Testo unico degli enti locali.

Venerdì l’ufficio di presidenza

Il risultato è un bailamme in cui è difficile districarsi: il segretario generale, Raimondo Liotta, è dell’avviso che la commissione sia decaduta ma ha scaricato sulla presidenza del consiglio l’eventuale interpretazione da attuare. Giulio Tantillo ha convocato per venerdì alle 11.30 l’ufficio di presidenza di cui fanno parte anche Giuseppe Mancuso (lista del sindaco) e la dem Teresa Piccione: a loro spetterà stabilire che la commissione sia decaduta e vada quindi riformata (e in che modo) o se, come sostengono Forello e Carmelo Miceli, sia invece ancora nel pieno delle sue funzioni, malgrado le dimissioni di quattro consiglieri.

Forello chiede l’audizione

Una scelta non facile, visto che il gruppo Oso ha già presentato una formale diffida e minacciato azioni legali e ricorsi: il punto ormai è politico e riguarda i rapporti fra maggioranza e opposizioni, con Forello dediso a dare filo da torcere all’amministrazione. E la dimostrazione è la mail di fuoco inviata alla dirigente dell’ufficio autonomo del consiglio che aveva fermato la convocazione della commissione: “Una comunicazione non solo illegittima, ma gravemente levisa dei diritti dei componenti”, scrive Forello che ha ribattuto anche alla seconda nota di Liotta. “La decadenza degli organi collegiali deve essere espressamente prevista da un’apposita norma – si legge nella missiva del gruppo Oso – ed è vietato il ricorso a interpretazioni estensive. La presidenza non potrebbe dar luogo ad alcuna interpretazione autentatica del regolamento”, a meno di esporsi a “responsabilità civili e amministrative di non poco conto”. Infine la richiesta di un’audizione all’ufficio di presidenza del consiglio di Forello e di Carmelo Miceli e l’invito a chiedere pareri all’Avvocatura e al Viminale.

Consuntivo in bilico

Se venerdì la Presidenza dovesse confermare la decadenza e la ricostituzione, è probabile che si ricorra al metodo proporzionale per la scelta dei componenti: entrerebbero Fratelli d’Italia, Forza Italia, nuova Dc e Lavoriamo per Palermo per la maggioranza e Pd, Progetto Palermo e M5s per le opposizioni. Ma il punto, come detto, è ormai politico: Lagalla ha chiesto ai suoi di fare presto e di trovare una via d’uscita. Lo stallo della commissione infatti blocca i debiti fuori bilancio, le delibere ma soprattutto il consuntivo che la giunta esiterà a breve e che dovrebbe essere approvato entro agosto; un atto che consentirebbe di sbloccare anche la spesa di svariati milioni di euro. Da qui la preoccupazione del sindaco di individuare una soluzione in tempi brevissimi, prima della pausa estiva, anche per evitare che le tensioni in consiglio possano impallinare il rendiconto.


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livesicilia.it è stato pubblicato il 2023-08-03 06:30:00 da Redazione