[ad_1]
PALERMO – Urla, spintoni e insulti. L’assemblea regionale del Partito democratico finisce nel peggiore dei modi. Il regolamento congressuale presentato dal segretario Anthony Barbagallo ottiene il via libera con 169 voti favorevoli ma il Pd siciliano è a pezzi, sepolto da odi e reciproche accuse di scorrettezza.
Assemblea infuocata all’Astoria Palace
Il voto è arrivato al termine di un’assemblea infuocata all’Astoria Palace di Palermo, con lo schieramento contrario a Barbagallo che ha contestato la regolarità della votazione non partecipando, di fatto, al quesito sulle regole.

Naufragato miseramente anche l’ultimo tentativo di mediazione, messo in atto con un faccia a faccia tra l’inviato di Elly Schlein in Sicilia, Igor Taruffi, e lo schieramento che voleva le primarie. E nella serata “non edificante” (copyright Barbagallo) del Pd, ci va di mezzo anche il responsabile organizzativo nazionale dem, che per tutta la serata ha avuto fortissime difficoltà a tenere a bada i presenti all’interno della saletta dell’Astoria.
La votazione contestata
Al momento della proclamazione dei risultati, Taruffi è stato sommerso dalle critiche, con i sostenitori delle primarie che hanno abbandonato i lavori in segno di protesta per le modalità con le quali si è svolta la votazione e con un coro di “vergogna” che si è levato dal fondo sala.

I contrari al regolamento presentato da Barbagallo, emendato con due proposte accolte, chiedevano la verifica dei presenti e degli aventi diritto al voto, soprattutto per chi era collegato in remoto, ma Taruffi è andato avanti posticipando il controllo ad un secondo momento.
La serata peggiore per il Pd
Una decisione che ha scatenato il putiferio in sala, dove i nervi sono saltati a diversi presenti. Finisce con Taruffi costretto ad alzare i toni e a rispondere alle accuse di scorrettezza ricacciando indietro chi si presentava al tavolo della presidenza per protestare.
Barbagallo: “Spettacolo non edificante”
La serata peggiore per il Pd siciliano, con Barbagallo che al termine delle ostilità ammette: “Siamo dispiaciuti per i momenti di tensione che ci sono stati ma è chiaro che il confronto fatto più sui giornali che in altri luoghi ha scatenato una serie di reazioni a catena. Non è stato uno spettacolo edificante ma la vita è fatta di ripartenze. Con la garanzia del partito nazionale, ci siamo dati delle regole per il congresso. L’avversario non è dentro ma fuori il Pd. Da domani siamo impegnati a costruire l’alternativa alle destre”.
livesicilia.it è stato pubblicato il 2025-01-27 22:10:05 da Salvo Cataldo


0 Comments