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MARCHE – «Lo Stato e la Regione sono assolutamente in ritardo sull’eolico e noi non possiamo pagarne le conseguenze». A dirlo è Giuseppe Fabbroni, sindaco di Caldarola che all’Ansa Marche aggiunge: «Si provveda con la massima celerità a individuare le aree idonee e non idonee nel rispetto delle esigenze di tutela di tutto il patrimonio territoriale, nonché delle specifiche competenze dei ministeri per i Beni e le Attività culturali e per il turismo, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell’ambiente e della tutela del territorio, delle regioni e dei Comuni».
Fabbroni è mosso dalla paura che, con questo modo di fare, si possa lasciare spazio «a poche multinazionali, con uno spazio assolutamente speculativo caratterizzato da opacità e mancata certezza anche nella effettiva capacità di produzione di energia rinnovabile, finalizzato solo a incamerare gli incentivi disponibili e che noi utenti paghiamo nelle bollette”. Secondo il sindaco di Caldarola inoltre occorre fare rete tra le comunità locali e puntare sulle «Comunità energetiche rinnovabili a livello comunale o intercomunale» anche perché «i Comuni montani e le comunità che li abitano non possono lasciare che le loro caratteristiche territoriali vengano distrutte per favorire questa speculazione, a maggior ragione in una zona duramente colpita dal sisma».
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-05-08 13:12:34 da

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