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OSIMO – Vi era un tempo in cui a ogni tornata elettorale tutti dichiaravano di aver vinto. Chi perché ci era riuscito per davvero. Chi perché aveva preso più della volta precedente. Qualcun altro per aver sconfitto qualche acerrimo rivale, o semplicemente per averne contenuto l’avanzata. I più arditi esultavano addirittura per aver contenuto l’emorragia di voti preventivata. Quel tempo però è ormai lontano. Altrimenti alle elezioni amministrative di Osimo, conclusesi ieri al primo turno, avrebbero vinto in parecchi. E almeno questo ci sembra un bel passo avanti.
Iniziamo la nostra analisi del voto da chi ha fatto l’exploit più grande di tutti. Stiamo parlando della lista “Michela Glorio Sindaco” che ottiene 1.100 voti in più dello scorso anno e quasi supera il Partito Democratico. Entrambi avranno 6 consiglieri comunali. Un successo doppio quindi per Glorio volendo potrà smarcarsi in parte dal suo padrino Simone Pugnaloni, grazie a una parità assoluta di rappresentanti, anzi un vantaggio per la civica visto che Glorio non è iscritta al pd, che negli equilibri di maggioranza andrà ben gestita. Riescono a ottenere uno scranno per uno anche le liste Ecologia e Futuro, Energia Nuova e Uniti per Michela Glorio. Restano fuori dal Consiglio comunale, nonostante facessero parte della coalizione vincente, Osiamo, Movimento 5 Stelle e Popolari per Osimo. Particolarmente sorprende il risultato del M5s che, senza Caterina Donia, cala da 650 a 402 voti e non supera lo sbarramento del 3%.
Più complicata l’analisi a destra dove, nonostante la sonora sconfitta rimediata, in molti migliorano il risultato di 12 mesi fa, complice il minor numero di liste presentate che ha portato a una maggior concentrazione di preferenze. Così la lista Pirani sindaco ottiene 1.473 voti in più e in termini percentuali passa dal 7,67% al 19,08, diventando in pratica la prima forza politica della città. Eppure siederà ai banchi dell’opposizione r quindi non ha nulla per cui esultare. I Piraniani andranno a occupare 4 scranni, oltre a quello che spetta allo stesso Pirani in qualità di candidato sindaco. Dimezza quasi le preferenze, invece Osimo al Centro di Sandro Antonelli. Lo scorso anno prese 1.534 preferenze, quest’anno 870. A loro spetterà un seggio. Resta invece clamorosamente fuori dopo anni Achille Ginnetti e la sua Progetto Osimo che per il meccanismo del sistema D’Hont non vede assegnarsi nemmeno un posticino in Assise.
Un paradosso abbastanza simile a quello di Pirani tocca anche Fratelli D’Italia che si migliora passando da 1.290 voti a 1.328, mentre percentualmente ottiene un 1.62% in più. Anche in questo caso però c’è ben poco da esultare, con soli 3 rappresentanti in Consiglio compresa la candidata sindaca. Resteranno fuori dall’emiciclo osimano per i prossimi 5 anni le liste di supporto a Michela Staffolani Rinasci Osimo e Viva Osimo, vale a dire Base Popolare con un nome non ufficiale. I rappresentanti di Spacca e Orsini hanno ottenuto appena 120 voti, pari allo 0,81%: E dire che giocavano praticamente in casa visto che Orsini è stato anche sindaco di Osimo. Ciò, aggiunto ai soli 9 voti (9, non è un refuso) ottenuti alle comunali di Porto Sant’Elpidio rendono quantomai amara la giornata dei due leader del partito, mentre una domanda sorge spontanea. Non proprio il risultato atteso da chi si è autodefinito «l’ago della bilancia» delle prossime elezioni regionali. Ora non resta che attendere lo spoglio delle schede per decretare ufficialmente quali consiglieri saranno eletti.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-05-27 10:00:56 da

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