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ANCONA – Un matrimonio rovinato dal vizio del gioco d’azzardo. Lo aveva scoperto subito che il marito aveva il vizio delle scommesse ma sperava cambiasse. Quell’uomo lo aveva voluto sposare lo stesso, anche se la famiglia non era d’accordo. Dopo i primi anni felici sono iniziati i problemi. Lui si sarebbe speso tutto lo stipendio per giocare e a casa provvedeva la moglie, disabile, per tutto. Quando ha iniziato a chiedere i soldi anche a lei la donna si è opposta e ci avrebbe rimesso in botte e vessazioni. «Buttati dal balcone così ti levi di mezzo» sarebbe arrivato a dirle l’uomo. Ora è finito a processo per maltrattamenti davanti al giudice Pietro Merletti. L’imputato ha 56 anni ed è originario della Campania ma ha vissuto per molti anni con la moglie e la figlia in città. A settembre del 2021 la donna, 52 anni, lo ha denunciato ai carabinieri dopo l’ennesimo episodio subito. Lavando i piatti, di sera, il 56enne l’avrebbe presa a pugni durante un litigio, scoppiato sempre per motivi economici. Le percosse prese le avevano fatto rompere gli occhiali e il giorno dopo era andata al lavoro con un occhio nero. Aveva dato di intendere che aveva sbattuto su un armadio ma poi si era confidata con un’amica dell’accaduto. Stanca di subire si era poi decisa di denunciare l’uomo che di cambiare proprio non ne voleva sapere.
Al processo sono stati presi in considerazioni i maltrattamenti che vanno dal 2019 al 2022, quando la donna ha fatto una seconda denuncia per integrare la prima perché il marito, anche se non viveva più con lei, continuava a tormentarla. In una occasione l’ha aspettata che uscisse dall’avvocato per minacciarla così: «Ti distruggerò”. In tribunale questa mattina è stata sentita la vittima. «Per i debiti che faceva per il gioco – ha detto la donna in aula, arrivata in carrozzina – mi sono ritrovata anche degli uomini davanti casa. Per le spese ho sempre pensato a tutto io, lui si giocava tutto». L’imputato, difeso dall’avvocato Giuseppe Spedicato, l’avrebbe prese a schiaffi e calci quando litigavano. In una occasione è dovuta intervenire anche la figlia per impedire al padre di alzare le mani sulla madre. Otre al gioco l’uomo avrebbe avuto anche il vizio di bere e quando lo faceva si sfogava maltrattando la coniuge. L’atteggiamento violento non è cambiato nemmeno quando lei ha avuto una malattia, che ha aggravato la sua salute. Prossima udienza il 17 aprile. ma. ver.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2023-12-13 19:21:08 da

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