Pistoia. Giorno della Memoria, medaglie del Capo dello Stato a familiari…

Pistoia. Giorno della Memoria, medaglie del Capo dello Stato a familiari…


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di Marcello Paris

PISTOIA – Cerimonia sobria ma piena di pathos quella che si è svolta questa mattina nell’abitazione della Prefetto di Pistoia Licia Donatella Messina, alla presenza delle autorità civili e militari provinciali e comunali,  per ricordare due  persone deportate nei campi di lavoro nazisti. Alla cerimonia il senatore Vannino Chiti, nella veste di presidente dell’Istituto Storico della Resistenza Toscano, ha tenuto una prolusione sulla tragedia della Shoah e delle deportazioni in genere.

Le medaglie del Presidente della Repubblica, consegnate dal sindaco di Pistoia e dal vice sindaco di Quarrata, sono andate a Maria Gloria Canovai in memoria del padre Omero di Pescia, militare fatto prigioniero in Grecia e poi deportato nei campi di lavoro in Germania e a Ghelardini Michelangelo, in nome del padre Angelo deportato anche lui in Germania dall’8 settembre del ‘43 al maggio del ’45.

La dottoressa Messina ha ricordato  l’istituzione del Giorno della Memoria avvenuta nel 2000 in Italia per poi essere estesa in tutto il mondo dalle Nazioni Unite cinque anni dopo. Poi la prefetto ha parlato del significato della consegna di medaglie d’onore da parte del Presidente della Repubblica a cittadini, o loro familiari, che durante la seconda guerra mondiale sono stati deportati nei campi di sterminio o di lavoro nei vari luoghi del Reich, un riconoscimento  istituito con una legge del 2006.

Pistoia. Giorno della Memoria, medaglie del Capo dello Stato a familiari…

Nel suo intervento del ricordo della shoah, nella quale furono uccisi 6 milioni di ebrei e dei quali un milione e mezzo erano bambini, la Prefetto ha invitato a tenere vivo il ricordo di quella tragedia attraverso il coinvolgimento dei cittadini, soprattutto delle nuove generazioni, non soltanto con questa giornata ma con iniziative ricorrenti anche per il rigurgito di antisemitismo a cui stiamo assistendo in questi tempi. Tutti, ha detto, dovrebbero andare almeno una volta ad Auschwitz per vedere da vicino l’orrore. In particolare l’appello lo ha rivolto ai giovani che sempre meno avranno l’occasione di ascoltare i protagonisti dell’olocausto in un momento che, a suo parere, si va affievolendo l’importanza del Giorno della Memoria..

Nel saluto dell’amministrazione comunale, il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi ha ricordato come la sua amministrazione ha sempre guardato con favore il ricordo di quegli infausti avvenimenti e come si sia sempre adoperata per far conoscere ai giovani gli avvenimenti di quel tempo ed ha ricordato la recente visita organizzata dal comune con la scuola Einaudi per portare gli studenti ad Auschwitz.

Nella prolusione alla cerimonia, il presidente dell’Istituto Storico della Resistenza sen. Vannino Chiti, ha esordito ricordando anche tutti coloro che dopo l’8 settembre 1945 si rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò o si ribellarono al fascismo e furono deportati. Poi ha speso parole di rispetto e solidarietà alle famiglie che oggi sono state insignite delle medaglie.

Sull’istituzione della Giornata della Memoria, Chiti ha un ricordo personale per averci lavorato da sottosegretario alla presidenza del Consiglio ed ha sottolineato il lavoro svolto dall’Associazione Nazionale Deportati nei campi nazisti per l’istituzione della legge. Poi è passato ad illustrare i due primi articoli della legge che nel primo mette in risalto il ricordo della Shoah con ”l’intento di sterminare il popolo ebraico, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte e coloro che anche in campi e schieramenti diversi si sono apposti al progetto di sterminio e che anche a rischio della propria vita hanno salvato tante vite e protetto i perseguitati”. L’articolo due, chiede di “organizzare incontri cerimonie, iniziative in particolare nelle scuole di ogni ordine e grado”.  

La consegna delle medaglie, ha continuato il senatore, è un momento significativo, solenne e giusto ma non è esclusivo perché la legge ci chiede di fare memoria  e tramandarla di generazione in generazione perché la barbarie e la disumanità di quel periodo oscuro non possano ripetersi. Un punto fondamentale, a suo giudizio, del Giorno della Memoria è la volontà di ricordare lo sterminio, la “soluzione finale” immaginata e perseguita, un obbrobrio tale inimmaginabile se non riflettuto e conosciuto nel profondo.  Vicende che si possono ripetere se non si ha la consapevolezza della differenza tra uno Stato democratico e uno Stato totalitario in cui ci debba essere una sola religione, una sola cultura che decide lo Stato, una razza superiore a tutte le altre. Chiti ha concluso il suo intervento dando lettura di un comunicato della Comunità ebraica di Firenze nella quale c’è preoccupazione per “l’affievolimento” del ricordo che viene celebrato in più parti in tono minore, quasi sottovoce oppure scegliendo di escludere i riferimenti alla deportazione ebraica anche in relazione agli avvenimenti della guerra a Gaza.

Il comunicato si conclude con queste parole “La Comunità ebraica non si sottrae al confronto, non chiede censure… piange ogni vittima  a Gaza come altrove e ritiene fondamentale che l’attenzione del mondo si focalizzi laddove i conflitti insanguinano sulla terra.  E per quanto non siamo rappresentanti in alcuna delle parti in causa siamo cittadini italiani di fede ebraica e daremo volentieri il nostro contributo a qualunque riflessione anche sull’attualità della guerra e non solo il 27 gennaio, il giorno della memoria, soprattutto oggi dove dittature, populismi, razzismo rialzano la testa con arroganza e violenza nel mondo intero, riteniamo grave ogni indebolimento della vigilanza antifascista e della memoria, un favore ai negazionisti e razzisti di ieri e di oggi” .  

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www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2025-01-27 15:41:47 da Marcello Paris


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