Priverno, “Compagna Rosa”, quasi 100 candeline e una vita dedicata alla lotta politica

Priverno, “Compagna Rosa”, quasi 100 candeline e una vita dedicata alla lotta politica


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Priverno, “Compagna Rosa”, quasi 100 candeline e una vita dedicata alla lotta politica

Quella 2023, per la signora Rosa Baratta di Priverno è stata l’ennesima tessera annuale di partito. Una signora che lo scorso 13 agosto ha compiuto ben 97 anni di età e che è custode di una tradizione di famiglia iniziata dal papà Giovanni che per il suo credo politico venne anche arrestato e deportato durante il ventennio e che fece ritorno a abitazione saolo nel 1944 a guerra finita. Sulle sue orme, anche Rosa, classe 1926, fin da ragazza si è iscritta al PCI e ha seguito quello che fu il Partito Comunista, quello degli operai, in tutte le sue trasformazioni, compresa quella nell’attuale PD.. A raccontare la sua storia è il segretario locale dei dem, Paolo Boviereiche rivela:

«Qualche mese fa, poco prima delle elezioni regionali e del congresso del Pd, abbiamo rinnovato le tessere del partito. È stato così che ho conosciuto e tesserato Rosa, una “ragazza” di più di 90 anni. Sua figlia Bernardina era desiderosa di farmela conoscere così ho passato un pomeriggio di febbraio a abitazione sua. Appena arrivato Rosa mi chiede “a chi sono figlio o nipote” e poi mi racconta la sua storia. Mi sorprende subito parlandomi di Antonio Gramsci, del suo pensiero e della sua prigionia. Poi mi parla del fascismo e di come fosse difficile per una bambina come lei vivere sotto una dittatura. Lo dice con cognizione di causa perché suo padre, Giovanni Baratta, era stato mandato al confino in quanto antifascista e iscritto al Pci. Sua madre aveva rifiutato la grazia perché le idee non si comprano. Rosa rivedrà suo padre solo dopo la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo».

Un racconto che ha mosso le emozioni di Bovieri che continua: «Quando me lo racconta i suoi occhi si fanno lucidi e io non so che dire perché, forse non rendendomene conto, faccio parte di una generazione che questi orrori li ha letti solo sui libri di scuola. Io continuo ad ascoltarla e lei mi continua a parlare: la militanza nel Partito, le Feste de L’Unità, la costruzione della mitica Sezione di via Rose. E poi gli scioperi alla rovescia e le lunghe marce per la pace. Tanti aneddoti e tanti personaggi per un secolo ricco di storia. Prima di andarmene mi dice una frase che funge da monito: “Siete voi giovani a poter cambiare le cose, lottate e andate a votare, sempre! Il voto non è solo un diritto, è un dovere!”.

Penso a quanto il diritto di voto venga calpestato dalla mia generazione e a quanto invece la sua generazione abbia lottato con il sangue per averlo. Me ne vado colpito dalla sua lucidità e arricchito dalla sua storia. Oggi Rosa compie ben 97 anni e mi sembra giusto farle gli auguri e raccontare questa storia». Una storia intrisa di messaggi anche per il presente come l’importanza di un diritto di voto che diamo troppo per scontato, anche se le leggi elettorali attuali, non incoraggiano e le percentuali di votanti delle ultime tornate elettorali ne rappresentano l’esempio più lampante. Esempio di una politica ben più lontana dalla gente e di ben altro spessore rispetto a quella in cui ha mosso i primi passi la stessa “Compagna” Rosa.



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www.latinaoggi.eu è stato pubblicato il 2023-08-19 23:00:03 da


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