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«Questa escalation dei fenomeni delinquenziali non è un problema isolato della zona 167, ma piuttosto un sintomo di una malattia che si sta diffondendo rapidamente in tutta la città. Le periferie stanno diventando epicentri di criminalità, lasciando i residenti a fronteggiare una realtà sempre più oscura. Ma c’è speranza. La risposta a questa emergenza non può venire solo dalle istituzioni o dalle forze dell’ordine, che, seppur con esigue risorse fanno spesso più del massimo possibile, ma deve necessariamente partire dalla comunità stessa. Noi del Comitato di quartiere 167 pensiamo sia giunto il tempo di una ribellione popolare, un’azione collettiva che unisca residenti, attivisti e organizzazioni locali per riprendersi le strade e proteggere il proprio territorio. Rivolgiamo un accorato invito ad ogni cittadino responsabile ad abbandonare ogni indugio o titubanza e ad unirsi ad altri cittadini per cercare di contrastare un fenomeno che sta deprimendo l’esistenza di ciascuno. La ribellione popolare non significa violenza o vendetta, ma piuttosto solidarietà, vigilanza e impegno civico. Significa organizzare “sentinelle” di quartiere, promuovere la collaborazione con le autorità e lavorare insieme per ridare dignità e sicurezza alle nostre comunità. Abbiamo più volte sollecitato le istituzioni a riprendere il progetto del “Controllo di Vicinato” che a nostro avviso potrebbe rappresentare una soluzione efficace, ma nonostante i ripetuti appelli registriamo un silenzio assordante. È giunto il momento di alzare la voce e dire basta alla criminalità che mina le fondamenta della nostra società. È il momento di unirci, di resistere e di lottare per un futuro migliore per noi e per le generazioni a venire. La ribellione popolare è la nostra risposta, la nostra speranza di riguadagnare il controllo delle nostre strade e costruire una città più sicura e prospera per tutti».
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www.barlettaviva.it è stato pubblicato il 2024-04-03 12:29:49 da
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