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La Serie A si costituisce parte civile nel primo processo milanese a carico di tre ultrà milanisti, scaturito dalla maxi inchiesta di Polizia e Gdf e della Procura sugli ultras delle curve di San Siro.
“Queste condotte, soprattutto l’associazione per delinquere contestata, incidono come danni non patrimoniali di immagine sulla Lega, che organizza le competizioni sportive, e come danni patrimoniali perché la Lega negozia i diritti tv e queste sono condotte che impattano sull’appeal che il calcio può avere sui tifosi”.
Lo ha spiegato l’avvocato Matias Manco, legale con Salvatore Pino della Lega Serie A
La prima udienza, davanti al collegio della sesta sezione penale presieduto da Ilaria Simi De Burgis, è durata solo pochi minuti, il tempo di raccogliere il deposito delle costituzioni come parti civili della Lega Seria A e del Milan, con l’avvocato Enrico de Castiglione. I giudici decideranno nella prossima udienza, fissata per il 20 marzo, se ammettere le due parti civili nel dibattimento e poi sempre quel giorno sarà ascoltato il primo teste del pm Paolo Storari.
Pm che si è detto contrario alle riprese tv e alle foto in aula per evitare “ogni forma di spettacolarizzazione del processo, se dobbiamo farlo – ha aggiunto – non si riprendano
gli imputati per evitare la gogna mediatica”.
Nel processo a carico di Christian Rosiello, Riccardo Bonissi e Francesco Lucci, fratello del capo della Sud Luca Lucci, sono indicate come persone offese anche due vittime di estorsioni in relazione alle infiltrazioni degli ultras in uno dei tanti business dello stadio, quello della vendita di cibo e bevande. I due, però, non si sono costituiti come parti civili.
www.rainews.it è stato pubblicato il 2025-02-20 11:12:00 da

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