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La provocazione, questa mattina in aula, dell’avvocato Enrico Della Capanna, difensore dei genitori della ragazza, che ha aggiunto: “Non vedo odio negli occhi di Shabbar”
REGGIO EMILIA – “Troppa pressione mediatica, il verdetto è già scritto. Cosa mai potranno pensare i giurati di Shabbar e Nazia”. Una sorta di provocazione, quella di Enrico Della Capanna, durante l’arringa difensiva. L’avvocato ha puntato il dito contro l’eco mediatica che la vicenda ha scatenato fin dal suo inizio. Assieme al collega Simone Servillo rappresenta Shabbar Abbas, il padre di Saman Abbas uccisa il 30 aprile 2021. Servillo è anche l’avvocato della madre della ragazza, ancora latitante.
Poi, il tentativo di screditare due figure centrali, entrambi parte civile, ma entrambi anche teste dell’accusa: “Il fratello e il fidanzato di Saman sono le due anime nere di questo processo. A loro l’accusa ha attribuito un credibilità e una dignità superiore a quella che dovrebbero avere”, le parole di…
www.reggionline.com è stato pubblicato il 2023-12-05 12:08:13 da Margherita Grassi

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