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“Una situazione grave e inaccettabile che in questi giorni si è resa ancora più drammatica. I picchi influenzali e le festività hanno costretto ieri sera decine e decine di pazienti ad attendere di essere visitati al Pronto soccorso del Sant’Andrea della Spezia. Non è tollerabile che nel 2023 i pazienti vengano assistiti dentro le ambulanze e gli operatori siano costretti a lavorare in condizioni proibitive”. Lo afferma il segretario provinciale del Partito democratico, Iacopo Montefiori, commentando la notizia della congestione del Pronto soccorso che si è verificata ieri sera nell’ospedale spezzino.
“Tutto questo – prosegue Montefiori – accade a pochi passi dall’ufficio del sindaco, ma Peracchini è troppo impegnato a parlare di “svolte”, immaginarie, per occuparsi delle condizioni in cui versa il servizio sanitario alla Spezia”.
“Era prevedibile, anzi era previsto. Si sapeva che con le feste natalizie sarebbe arrivato anche il picco influenzale. Quest’anno Covid e influenza vanno di pari passo, anche io ne sono rimasta colpita pesantemente. Cosa ha fatto Alisa per prevenire quello che oggi sta succedendo al Pronto soccorso della nostra provincia? Quasi niente”. A rincarare la dose è Laura Porcile, segretario provinciale di Azione. “Il Pronto soccorso è al collasso: anziani febbricitanti in attesa da ore, il personale a fatica controlla che tutti mangino e bevano, lavoro che si aggiunge ad incombenze ben più importanti. Personale sanitario allo stremo, per non parlare del San Bartolomeo di Sarzana, dove si sono aperti in urgenza reparti che erano chiusi “per ferie” richiamando di urgenza il personale. La tensione tra famigliari, pazienti e sanitari è alle stelle. La guardia medica non riesce a soddisfare tutte le richieste, i medici di base fanno quello che possono. Cosa si poteva fare per prevenire per tempo questa situazione? Aprire le Rsa per i pazienti anziani, un triage per dirottare i pazienti con codice bianco verso ambulatori e studi medici che ne potessero valutare la necessità di un ricovero o con le dovute terapie rimandarli a casa. E un altro picco ho probabilmente ci aspetta per il 2/5 gennaio…”.
Le critiche per la gestione della sanità e in particolare per quello che è accaduto nelle ultime ore arrivano anche dalla segreteria provinciale di Rifondazione comunista: Quanto accaduto all’interno del Pronto Soccorso spezzino la scorsa notte – con lunghissime code di pazienti ed attese infinite per esami diagnostici con conseguente caos gestionale – è la fotografia dei disastri perpetrati nei confronti della sanità da Toti e dalla sua Giunta.
Vengono stanziate cifre folli in altri settori mentre si disinveste in reparti fondamentali – come l’istruzione e la sanità pubblica: così mentre un mortaio gigante naviga sul Tamigi per pubblicizzare la Liguria, le scuole e gli ospedali della stessa regione cadono a pezzi.
Si torni ad aumentare le risorse, a fare una programmazione seria ed efficiente, ad assumere lavoratrici e lavoratori, ad aumentare i posti letto, a tagliare le liste di attesa.
Tutto l’opposto di quanto sta continuando a fare la giunta regionale nel compiaciuto silenzio del sindaco Peracchini e dell’assessore alla Sicurezza e alla Sanità Guerri.
Non si può continuare ad accettare questa situazione, occorre un cambio di rotta netto e deciso e sin da subito!
La giunta regionale e quella comunale abbandonino i banchetti dei festeggiamenti natalizi e si mettano al lavoro per la loro comunità prima che sia troppo tardi”.
www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2023-12-30 05:34:47 da
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