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Ci siamo quasi! L’ora legale sta per tornare e, come ogni anno, dovremo spostare le lancette avanti di un’ora. Il momento da segnare sul calendario è la notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo 2025: alle 2 di notte si passerà direttamente alle 3.
Un po’ di storia
L’idea di regolare l’orologio per sfruttare al meglio la luce solare viene spesso associata a Benjamin Franklin, che nel 1784 scrisse un articolo ironico sul risparmio energetico. Tuttavia, il primo a proporre seriamente questa soluzione fu il biologo George Vernon Hudson nel 1895. Qualche anno dopo, nel 1907, l’imprenditore inglese William Willet suggerì l’adozione dell’ora legale per affrontare la crisi energetica durante la Prima guerra mondiale. Il Regno Unito fu tra i primi ad applicarla nel 1916, e presto molti altri Paesi seguirono l’esempio. In Italia, l’introduzione dell’ora legale generò anche proteste tra i lavoratori, tanto che a Torino si arrivò persino ad avere due orari differenti in città.
La situazione in Italia oggi
Dal 2001, tutti i Paesi dell’Unione Europea adottano un calendario comune per l’ora legale: inizia l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre. In Italia è in vigore stabilmente dal 1966, dopo vari periodi di sospensione e ripristino. Il dibattito sulla sua possibile abolizione va avanti da anni, ma per ora non è stata presa una decisione definitiva.
Gli effetti sul corpo umano
Non c’è consenso negli ambienti accademici, e in un articolo provocatorio pubblicato la scorsa settimana su ‘Royal Society Open Science’, due fisici sostengono che in realtà si esasperano i problemi del sistema attuale e che dovremmo pensarci due volte prima di sbarazzarci dei cambi stagionali sulle lancette. Ecco cosa si sa, dunque, ad oggi sull’ora legale, pratica che risale alla prima guerra mondiale. Il fisico José María Martín-Olalla, dell’Università di Siviglia, autore principale di un documento di sintesi, sostiene che gli switch sono una soluzione pratica a un problema più ampio: conciliare il programma fisso e regolato dall’orologio della vita moderna con gli orari dell’alba che variano nel corso dell’anno. Gli esseri umani nelle società preindustriali, dice, adattavano naturalmente le loro attività durante le stagioni in base a quanta luce solare avevano, spesso alzandosi prima in estate e più tardi in inverno. Ma nel mondo moderno, invece le persone aderiscono a rigidi orari di inizio per il lavoro e la scuola, indipendentemente dalla stagione.
Martín-Olalla sostiene che queste circostanze creano discrepanze tra la lunghezza del giorno, i ritmi circadiani naturali del corpo e l’orologio sociale. La discrepanza è più pronunciata più vicino ai poli, dove l’alba e la disponibilità di luce possono variare notevolmente durante l’anno. La scelta degli switch è a costo zero? Il sole aiuta a stabilire i ritmi sonno-veglia del nostro corpo e numerosi studi suggeriscono che alterando questo ritmo, l’ora legale comporti dei rischi per la salute. La luce solare, osserva infatti la neurologa Joanna Fong-Isariyawongse, dell’Università di Pittsburgh, specializzata in medicina del sonno, è importante per la salute umana. L’esposizione sopprime la melatonina nel cervello e ci fa sentire vigili. Ecco perché le persone che si svegliano al buio rimangono assonnate e perché troppa luce prima di andare a letto può rendere difficile addormentarsi. Nel frattempo, esporsi costantemente alla luce solare per prima cosa al mattino aiuta a regolare i ritmi circadiani naturali del corpo, favorendo un sonno migliore. Questo è anche il motivo per cui organizzazioni come l’American Academy of Sleep Medicine si oppongono ai tentativi di bloccare l’orologio sull’ora legale tutto l’anno.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-03-29 12:11:27 da

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