Raccontare le crisi internazionali al seguito dei soldati

Raccontare le crisi internazionali al seguito dei soldati


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Gianfranco Salvatori, giornalista piacentino, è stato ospite del Rotary Piacenza Sant’Antonino, dove ha raccontato le sue esperienze al seguito (embedded) delle Forze armate impegnate nelle missioni in Kosovo, Libano e Afghanistan. La serata, svoltasi giovedì 14 novembre al Circolo dell’Unione, è stata introdotta dalla presidente del club, Elisabetta Tinelli. Salvatori ha condiviso le sfide e i rischi del suo lavoro come cronista in aree di crisi, offrendo una prospettiva intensa e meno conosciuta rispetto a quella dei giornalisti televisivi e mostrando alcune delle numerose foto scattate nei vari Paesi che documentano il lavoro dei soldati italiani, la vita delle popolazioni, le interviste ai rappresentati politici e istituzionali incontrati nei vari tour.

Nell’aprire il suo intervento, Salvatori ha ricordato la lunga tradizione giornalistica italiana legata alla cronaca di guerra, già consolidata durante il primo e secondo conflitto mondiale. L’impegno delle Forze armate si fermò dopo la Seconda mondiale, ma negli anni Novanta, quando scoppiarono i conflitti nei Balcani, il modo di fare informazione cambiò di colpo: i giornalisti iniziarono a recarsi direttamente sui campi di battaglia, rendendo necessaria una collaborazione più stretta con le forze armate. Da qui, il bisogno di una formazione specifica per i cronisti che operano in zone di crisi, grazie a un corso avviato dallo Stato maggiore della difesa e dell’Ordine dei giornalisti.

Una formazione importante che consente di lavorare, rispettando il diritto di raccontare cosa accade e di farlo in sicurezza per sé e per gli altri, anche se l’imprevisto può nascondersi dietro ogni angolo. Nel 2004, il primo media tour seguendo, raccontando e fotografando i Pontieri in Kosovo, nella loro prima missione fuori area dalla fine della Seconda guerra. Durante questa missione, e in altre successive, il giornalista ha appreso l’importanza di seguire alcune semplici, ma essenziali regole per la sicurezza personale e collettiva. Un lavoro delicato dove, però, i giornalisti hanno la massima libertà e non subiscono controlli di alcun tipo da parte delle Forze armate durante il loro lavoro.

Uno dei momenti più intensi si è svolto in Libano nel gennaio del 2013 (dove è tornato anche lo scorso anno). Durante il giorno dell’Epifania, Salvatori e altri tre colleghi si trovavano a bordo di veicoli militari Onu, quando, per un errore di percorso, finirono in un piccolo villaggio. Qui furono fermati e trattenuti da miliziani di Hezbollah. Per due ore, il gruppo visse momenti di altissima tensione, con i giornalisti separati, privati delle loro attrezzature e sottoposti a perquisizioni. Salvatori racconta come riuscì a mantenere la calma, nonostante il rischio imminente, fino a che la situazione si risolse grazie all’arrivo di un osservatore canadese dell’Onu e al rilascio.

Le esperienze del giornalista sono raccolte nel libro “Fuori area” (editore Parallelo 45) che oltre ad alcune missioni racconta anche l’impegno del comparto militare piacentino – Esercito, Aeronautica, Croce Rossa – in una città che ha avuto per centinaia di anni una forte presenza sul territorio. A partire dal castrum dell’esercito romano 2200 anni fa, da cui poi si sviluppò Piacenza.

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www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-11-17 06:00:00 da


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