Reddito di cittadinanza eliminato In tremila restano senza sostegno  – Teramo

Reddito di cittadinanza eliminato In tremila restano senza sostegno  – Teramo


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TERAMO. La cancellazione del reddito di cittadinanza lascia con il fiato sospeso circa tremila indigenti. Tanti sono in città i beneficiari del sostegno economico disattivato dal Governo all’inizio della settimana. Per loro si apre un periodo d’incertezza circa l’accesso alle misure alternative che l’amministrazione comunale ritiene comunque insufficienti a rispondere alle esigenze di una fascia particolarmente debole della società. L’azzeramento dei contributi ha creato allarme e gli uffici dell’ente hanno ricevuto richieste di chiarimento e di aiuto da parte di chi ha perso o nei prossimi mesi perderà la propria fonte di sostentamento. In duemila fanno capo al Centro per l’impiego della Provincia e dovrebbero essere avviati a tirocini formativi da 350 euro al mese. Gli altri sono gestiti dai servizi sociali del Comune e alcuni di loro, come gli invalidi, rientrerebbero tra le casistiche indicate per l’erogazione dell’assegno di inclusione.
L’allarme povertà
Per tutti restano dubbi su tempi e modi di applicazione delle soluzioni alternative. «Sarà un autunno difficilissimo e la pressione sui nostri uffici è già fortissima», spiega il sindaco Gianguido D’Alberto, «la soppressione del reddito di cittadinanza senza meccanismi transitori rischia di acuire un trauma sociale senza precedenti». Mancano certezze, a detta del primo cittadino, sui corsi di formazione per chi può accedere a questa soluzione alternativa. «Non si conoscono ancora tempistiche e le modalità», insiste D’Alberto, «e comunque è un sistema che non dà le stesse garanzie di quello eliminato». Anche la carta per gli acquisti di generi alimentari per il sindaco non è uno strumento efficace.
SISTEMA DA RIVEDERE
Per questo sarebbe necessario un ripensamento quanto meno relativo a tempi e modi di passaggio alle nuove formule messe a punto dal Governo. «I Comuni anche in questo caso, sono stati lasciati soli», conclude il sindaco, «nonostante siano i primi interlocutori per i cittadini e vivano quotidianamente il dramma di migliaia di famiglie che faticano ad arrivare a fine mese».
I PROGETTI DI INCLUSIONE
Per l’assessore al sociale Ilaria De Sanctis si tratta di «un’operazione feroce a discapito delle fasce più bisognose». L’amministratrice tiene a evidenziare il ritardo nell’attuazione delle misure previste nel Decreto lavoro, diventato legge ma senza efficacia concreta. «Un Governo dovrebbe risparmiare risorse su altro, tipo sui finanziamenti per le armi», conclude, «e non su misure che sostengono la dignità e il sostentamento di milioni di italiani». Anche perché il sistema di impiego dei percettori del redditto di cittadinanza in lavori di pubblica utilità per l’amministrazione cittadina ha funzionato. «Il progetto con il tribunale ha permesso di destinare circa venti persone ad attività di supporto amministrativo», concludono D’Alberto e De Sanctis, «così come si sono rilevati utili anche quelli attivati più per gli uffici comunali: il meccanismo era efficace».
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www.ilcentro.it è stato pubblicato il 2023-08-07 03:18:00 da


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