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Una totale mancanza di autocontrollo da parte di Francesco De Simone, 24 anni, e Mario Vetere, 23, unita al totale disinteresse per le condizioni di Luciano Muttoni, lasciato a terra agonizzante, ma ancora vivo. Oltre al concreto rischio di fuga. Con queste motivazioni la giudice per le indagini preliminari ha convalido l’arresto in carcere dei due reo confessi dell’omicidio di Valbrembo avvenuto venerdì scorso. Non solo, viene rilevato che, nonostante De Simone fosse sotto l’effetto di cocaina, come da lui dichiarato, una volta commesso l’omicidio abbia disseminato fra i paesi della bergamasca le prove che potevano ricondurlo al fatto: il giubbotto sporco di sangue, la pistola scacciacani su cui i carabinieri hanno trovato ancora i capelli della vittima. Segno che era sufficientemente lucido.
Un’aggressione brutale pianificata da De Simone, pregiudicato e senza fissa dimora, per rubare appena 50 euro, tutto quello che aveva Muttoni che per arrivare a fine mese affittava una stanza di casa e si proponeva come tassista, ed era aiutato dalla Caritas e dai vicini che gli regalavano un po’ di verdure dell’orto. De Simone aveva dormito in più occasioni in quella stanza, anche con la fidanzata: non gli era piaciuto come Muttoni l’aveva guardata e quindi aveva deciso di organizzare quella che ha definito una ripicca.

Carmine Francesco De Simone Dicecca, reo confesso dell’omicidio di Luciano Muttoni (Tgr)
www.rainews.it è stato pubblicato il 2025-03-13 23:07:00 da

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