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“Oggi in Commissione Trasporti
abbiamo appreso che un argomento così importante come la riforma
dei porti non sarà affrontato con un emendamento nell’ambito
della legge sugli interporti, così come era stato annunciato. Ci
siamo opposti duramente a questa eventualità, ritenendo che un
percorso articolato e complesso, con numerose implicazioni, che
riguardano la governance, la tutela del lavoro, le misure per
rendere sempre più concreta la transizione ecologica e digitale
dei porti, il grande investimento infrastrutturale in atto, il
sostegno necessario alle imprese portuali per fronteggiare le
spinte inflazionistiche e il costo dell’energia, non potesse
essere affrontato a colpi di emendamenti su un altro
provvedimento”.
Lo scrive in una nota Valentina Ghio, vicecapogruppo Pd alla
Camera e componente Commissione Trasporti.
“A maggior ragione dopo aver effettuato numerose audizioni
con i diversi referenti del cluster portuale e messo in campo
analisi, idee e proposte con le Risoluzioni presentate che
contengono ancora posizioni diverse come una più netta
esclusione di ipotesi di privatizzazioni dei porti o la giusta
considerazione del lavoro portuale come usurante, che sono
alcuni dei punti fondamentali della nostra risoluzione. Mancano
punti fondamentali di chiarezza sulla natura giuridica pubblica
e su tutela del lavoro – conclude Ghio -: da qui si deve
ripartire per un processo condiviso di riforma, con una
confronto ampio, senza scorciatoie sul altri provvedimenti che
non rendono giustizia dell’importanza del percorso”.
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