Sardegna, respinto ricorso Todde contro decadenza da presidente Regione

Sardegna, respinto ricorso Todde contro decadenza da presidente Regione


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Sardegna, respinto ricorso Todde contro decadenza da presidente Regione

Il Tribunale di Cagliari non ha accolto l’impugnazione, ora spetterà al consiglio regionale pronunciarsi in via definitiva

Il tribunale di Cagliari ha respinto il ricorso presentato dalla presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, contro l’ordinanza di decadenza emessa dal Collegio regionale di garanzia elettorale presso la Corte d’Appello. Il provvedimento, adottato il 20 dicembre 2024 e notificato lo scorso 3 gennaio, contesta la regolarità delle spese sostenute dalla presidente durante la campagna elettorale per le regionali prima del voto di febbraio 2024. Spetterà ora al consiglio regionale pronunciarsi in via definitiva sulla decadenza di Todde, confermata dai giudici.

Il 9 luglio udienza Corte Costituzionale su legge decadenza

Il 9 luglio intanto si riunirà la Corte Costituzionale per discutere del conflitto di attribuzione sollevato dalla regione contro lo Stato in ordine alla legge nazionale che regola i casi di decadenza per gli amministratori: si dovrà cioè chiarire se la legge nazionale utilizzata dai giudici del collegio elettorale per decretare a gennaio la decadenza della Todde fosse applicabile a una regione a statuto speciale come la Sardegna.

Per cosa è stata dichiarata decaduta Alessandra Todde

Secondo il provvedimento dell’ufficio elettorale di garanzia, la dichiarazione di spesa e di rendiconto presentata dalla candidata non rispetta “le disposizioni dell’articolo 7, comma 6, della Legge 515/1993 e dell’articolo 3, comma 1, della legge regionale Sardegna n. 1/1994”.

In particolare, Todde ha inviato tramite PEC i moduli di rendiconto e dichiarazione di spesa, pubblicati sul sito della segreteria del collegio regionale di garanzia elettorale, dove ha dichiarato di aver “sostenuto spese per un totale di 90.629,98 euro e di aver ricevuto contributi per 90.670,01 euro”. Tuttavia, i documenti risultano firmati solo dalla stessa candidata e non chiariscono se tali spese si riferiscano esclusivamente alla sua campagna per la presidenza o a quella di altri candidati sostenuti dal movimento 5 Stelle.

Manca un mandatario e un conto corrente dedicato

L’ordinanza sottolinea, inoltre, che Todde non ha nominato un mandatario, obbligo previsto dalla legge, né ha aperto un conto corrente dedicato esclusivamente alla raccolta dei fondi elettorali, come richiesto dalla normativa. I contributi sono stati dichiarati come ricevuti su un conto corrente di Intesa Sanpaolo, ma non risulta che tale conto fosse intestato a un mandatario specifico per la raccolta dei fondi elettorali, come imposto dalla legge.

Altre contestazioni riguardano la mancata asseverazione del rendiconto da parte di un mandatario, la cui nomina è necessaria per la validità delle dichiarazioni, e la mancanza di un estratto del conto corrente bancario o postale, che sarebbe dovuto essere allegato al rendiconto. Invece, Todde ha fornito una “lista movimenti” del conto corrente bancario, che non contiene i nominativi dei soggetti che hanno effettuato i finanziamenti, come previsto dalla legge.

Non risulta chi abbia fatto donazioni significative

Inoltre, non risulta chi abbia effettuato donazioni significative (30.000 euro il 23 gennaio 2024 e 8.000 euro il 21 febbraio 2024), e la lista dei movimenti Paypal prodotta non chiarisce su quale conto siano state accreditate le somme. Alla luce di queste irregolarità, il Collegio ha dichiarato nulla la candidatura di Alessandra Todde alla carica di presidente della Regione Sardegna, facendo riferimento a gravi lacune nel rispetto delle normative che regolano la trasparenza e la gestione dei fondi elettorali. 

 

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www.lapresse.it è stato pubblicato il 2025-05-28 10:19:41 da LaPresse


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