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Già il 24 dicembre appena scoppiato il rogo nell’impianto di smaltimento dei rifiuti di Malagrotta, Jacopo Morrone, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, aveva subito attivato gli uffici della Commissione per organizzare un sopralluogo all’impianto. Si terrà il 28 dicembre e, a seguire, saranno indette una serie diaudizioni per “valutare la situazione che si sta prospettando di rilevante gravità oltre che dal punto di vista ambientale e sanitario anche da quello della raccolta rifiuti a Roma già in pesante sofferenza”.
“Credo che ci siano non pochi aspetti della vicenda, compreso il susseguirsi di incendi nell’ex discarica, da mettere sotto la lente della Commissione e da sviscerare. Compatibilmente con i procedimenti giudiziari già in corso, credo sia da porre la massima attenzione e collaborazione per accertare le cause degli incendi e per accelerare la messa in sicurezza del sito”.
Verranno vagliate anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Non si esclude nessuna ipotesi. “Mi sono confrontato anche col procuratore di Roma Lo Voi che mi ha assicurato il massimo impegno per fare luce su questo ennesimo episodio inquietante: se ci trovassimo in presenza di un atto volontario sarebbe un fatto di una gravità inaudita”, aveva subito dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri, poche ore dopo il disastro.
Le rilevazioni sui livelli di diossina per ora non sono inquietanti, anche se il fumo, visibile da chilometri, anche da Pantan Monastero e Casal Selce, ha allarmato i residenti già esasperati da anni. Ricordiamo che l’ultimo grave incendio, con relativi allarmi diossina, si è verificato solo sei mesi fa, a giugno. Ancora resta interdetta l’attività sportiva all’aperto nel raggio di 6 km, così come la raccolta e il consumo di prodotti ortofrutticoli.
Le quattro centraline della rete fissa di monitoraggio della qualità dell’aria più vicine al sito dove si è sviluppato un maxi-incendio nell’impianto di trattamento dei rifiuti non hanno registrato, per quanto riguarda le polveri sottili (PM10), valori diversi da quelli del giorno precedente e tutte tra 31 e 35 mg/m3 ampiamente entro il limite di legge di 50 mg/m3. Sono attese rilevazioni dell’Arpa, più precise, dell’area limitrofa.
I residenti sono preoccupati anche per la decisione del Comune di Roma di portare avanti, in questa stessa area, il progetto di un maxi biodigestore.
Negli ultimi quattro anni sono diversi gli episodi di incendi, presumibilmente di origine dolosa, che hanno preoccupato le autorità.
Coldiretti Lazio chiede ristori: danni economici incalcolabili per le imprese agricole
In particolare sono le aziende ortofrutticole nell’area ad essere state colpite dall’incendio del Tmb1 nella discarica di Malagrotta. Quintali i prodotti alimentari che saranno destinati al macero e ingenti i danni. Intanto inevitabilmente e a scopo precauzionale un’ordinanza del sindaco di Roma la raccolta e il consumo di prodotti alimentari di origine vegetale e il pascolo degli animali da cortile. Al momento non risulterebbe dall’ordinanza che siano interessate dalle restrizioni anche le aziende zootecniche, probabilmente e come ci auguriamo, perché sia i foraggi che il latte vaccino che producono, si trovano all’interno delle stalle. Nel caso non fosse così, lo chiediamo fermamente.
L’auspicio di Coldiretti Lazio è quello che “le verifiche sulla qualità dell’aria siano rapide, nella speranza che si possa tornare presto ad una situazione di normalità”. Così il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, che chiede di mettere in atto tutte le misure necessarie per tutelare i cittadini e le imprese agricole, con ristori immediati in un momento di particolare difficoltà per gli agricoltori. “È importante verificare le conseguenze reali del rogo e il suo impatto sul territorio – conclude Granieri – con serietà e attenzione, ma senza allarmismi. Chiediamo ristori immediati per gli agricoltori che si trovano nell’area colpita dall’incendio, che saranno costretti a gettare quintali di prodotti e ad affrontare le conseguenze di questo disastro. Si tratta di aziende alle prese con numerose problematiche, che si sono susseguite in questi ultimi due anni, prima con la pandemia, poi con l’aumento dei costi delle materie prime e le conseguenze dei cambiamenti climatici, fino alla peste suina”.
www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-12-26 16:35:00 da

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