Teatro Sociale – Progetto EDUCATIONAL Orfeo ed Euridice hanno incantato gli studenti al Sociale


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Mattinata di grandi emozioni e cuori che pulsavano all’unisono sabato 8 marzo  al Teatro Sociale.

Gli studenti delle istituti superiori (Itis Viola Marchesini di Rovigo e Cattaneo Mattei di Monselice, quest’ultimo per la prima volta al Teatro Sociale  per il progetto Educational) hanno restituito tutto il valore e l’interesse dell’esibizione di Liliana Letterese e Andrea Lugli nel loro intenso Orfeo ed Euridice con le tantissime domande e considerazioni fatte. Solo quinte e fondale neri: il racconto e i corpi sono diventati il viaggio agli Inferi, il dolore, la musica, la bellezza, la forza degli Dei e quella del Mito, l’amore e l’Arte. I ragazzi e i loro docenti sono stati letteralmente rapiti dalla straordinaria narrazione dei due attori de Il Baule Volante.

L’IMPORTANZA DEL RACCONTO ORALE

Con “Orfeo ed Euridice” la compagnia Il Baule Volante prosegue il percorso di ricerca sulla narrazione a due voci attraverso il racconto di uno dei miti più affascinanti dell’antichità. “Noi crediamo che per ogni essere umano sussista una sorta di “diritto al racconto”, vale a dire della possibilità di fruire del piacere di lasciarsi coinvolgere, trascinare ed emozionare dal racconto, di avvalersi dei suoi stimoli, suggerimenti e suggestioni. Per questo abbiamo lavorato e lavoriamo tuttora su tecniche narrative di impatto emozionale, alla ricerca continua di modalità sempre più raffinate, capaci di coinvolgere ed affascinare il pubblico. Con il supporto di pochi oggetti e scenografie essenziali, esploriamo le possibilità degli strumenti più puri e semplici nelle mani del narratore: della voce singola come del racconto a due voci, dell’uso del corpo e delle sue capacità espressive e di accompagnamento della parola. Perché la parola, così raccontata, giocando da una bocca all’altra, rimbalzando da un corpo all’altro, faccia emergere tutti i significati del racconto, ma senza alterarne le possibilità creative e immaginifiche. Attraverso il racconto, le immagini vengono, infatti, create ed elaborate direttamente dalla mente e dalla fantasia dello spettatore, senza mediazioni, in un contatto diretto con il proprio io, con il proprio vissuto, il proprio immaginario. La magia del teatro, la sua capacità di fascinazione, di creare situazioni credibili o addirittura di ricreare la realtà stessa dal nulla, raggiungono il loro livello più elevato mediante un coinvolgimento ed un rapporto stretto tra attore e pubblico; un dare e ricevere continuo e reciproco, che fanno della narrazione la forma spettacolare “interattiva” per eccellenza. Crediamo che, per combattere il dilagare di immagini preconfezionate che ottundono la nostra mente e la nostra fantasia, nulla sia più attuale ed insostituibile di una forma di comunicazione che evoca tempi antichi. Quando la tecnologia allontana e rende sempre più flebili i rapporti umani, il rito eseguito dalle persone che si radunano attorno alle parole, ai gesti e ai silenzi assume una forza ed un’importanza al di là del tempo”.

LEGGERE IL MITO

Mythos significa “parola” ed è proprio la parola, espressa dalla voce, il primo e più profondo strumento di comunicazione umana. Per secoli i racconti mitici sono stati tramandati oralmente attraverso la narrazione, nascendo quindi con la parola stessa, secondo un processo di comunicazione e scambio che si riproduce in modelli simili nelle diverse culture. Nella sua riproposizione di modelli archetipici appartenenti ad un inconscio collettivo, il mito accomuna gli uomini nella spiegazione e nella condivisione delle loro esperienze. Il nostro approccio con il mito è sempre accompagnato da un’osservazione attenta e paziente. Ci avviciniamo ai miti passando attraverso la loro ricchezza di immagini vivide cui cerchiamo di dare corpo e voce anziché interpretazioni, perché, come scrisse Italo Calvino: “ogni interpretazione impoverisce il mito e lo soffoca: coi miti non bisogna aver fretta; è meglio lasciarli depositare nella memoria, fermarsi a meditare su ogni dettaglio, ragionarci sopra senza uscire dal loro linguaggio di immagini. La lezione che possiamo trarre da un mito sta nella letteralità del racconto, non in ciò che vi aggiungiamo noi dal di fuori. “

Tantissimi applausi a fine recita e grande soddisfazione dai protagonisti Liliana Letterese e Andrea Lugli, che hanno così commentato “E’ stato bellissimo, splendido teatro e splendida accoglienza”.

Il progetto Educational del Teatro Sociale di Rovigo è sostenuto da Fondazione Cariparo

Rovigo, 10/03/2025
Comunicato n. 146/25

Ufficio Stampa: Paola Gasperotto

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