«Ti ammazzo e dopo ammazzo me». Condannato marito geloso

«Ti ammazzo e dopo ammazzo me». Condannato marito geloso



«Ti ammazzo e dopo ammazzo me». Condannato marito geloso

OSIMO – Voleva sapere sempre dove fosse, geloso e possessivo ma poi era lui che l’avrebbe tradita, almeno due volte e la notte avrebbe dormito anche fuori casa. Una forma di controllo all’inizio scambiata per protezione. In dieci anni di matrimonio la moglie avrebbe subito minacce e botte finendo anche in pronto soccorso con una costola rotta e 30 giorni di prognosi. «In ospedale devi dire che è stata colpa del cane». Scenate di gelosia se non rispondeva subito a messaggi e telefonate, divieti di uscire e vedere altre persone. «Lì non ci vai, là è pericoloso, stai a casa, quella amica non la devi vedere». L’uomo sarebbe arrivato anche a puntarle una la pistola in testa, che deteneva regolarmente in casa, per non farla andare ad un compleanno con il figlio. «Prima ammazzo te poi mi ammazzo» le avrebbe detto dopo averle fatto sentire che caricava il colpo. Un clima di terrore e rassegnazione vissuto da una donna di 46 anni, sposata con un osimano di 59 anni e da cui ha avuto un figlio. Lei lo ha denunciato alla polizia ad aprile del 2023 e il 58enne è finito a processo per maltrattamenti aggravati in famiglia davanti al collegio penale presieduto dal giudice Roberto Evangelisti che ieri lo ha condannato a tre anni e mezzo di carcere. L’imputato era difeso dall’avvocato Ennio Tomassoni. La vittima era parte civile con l’avvocato Roberta Montenovo. La coppia ha abitato ad Osimo. Era stata la donna, sentita in tribunale durante il processo, a raccontare i soprusi subiti.

«Non potevo parlare se no finivo in ospedale – aveva riferito in una precedente udienza, testimoniando dietro ad un paravento e scoppiando a piangere in aula – un giorno ero in chat con le mamme ma lui non ci credeva e mi ha preso a schiaffi davanti a mio figlio. Eravamo nel parcheggio di un centro commerciale. Lui dormiva spesso fuori casa anche durante il lockdown. Un’altra volta ho preso un calcio e mi ha rotto una costola, ho avuto 30 giorni di prognosi. In ospedale ho detto che era stata colpa del cane. Ad agosto ha preso la valigetta e ho sentito che caricava la pistola poi me l’ha puntata in testa. Mi ha detto “ora mi ascolti o ammazzo prima te poi mi ammazzo io”. Non voleva che portavo nostro figlio ad un compleanno. Mi diceva “sono il tuo Dio decido io quando muori”». La denuncia alla polizia era partita perché spaventata per l’ennesima minaccia di morte che il 59enne le aveva fatto, quando aveva ormai capito che lei voleva separarsi. Il marito era andato a prendere il loro figlio minorenne a scuola, mezz’ora prima. Poi aveva telefonato alla moglie dicendo «mi ammazzo, faccio un frontale». A scuola erano arrivati i poliziotti ma il bambino era stato già portato via. Gli agenti avevano rintracciato l’uomo poco dopo e aveva detto che era diretto al Mc Donald’s per fare una sorpresa alla moglie. La donna si era presentata al commissariato di polizia spaventata chiedendo aiuto. L’imputato, che ha un divieto di avvicinamento alla donna, ha sempre rigettato le accuse.

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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-03-20 20:40:56 da


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