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La richiesta che unisce è nell’appello finale al voto, rivolto all’intera comunità accademica. Partecipare. I colpi di fioretto reciproci, in verità pochi. Anche nell’ultimo dibattito prima delle elezioni per la carica di nuovo rettore dell’Università di Torino, in programma mercoledì e giovedì, i tre candidati non cercano l’enfasi o l’attacco frontale. Il confronto scivola quieto verso le urne che pure segneranno una cesura importante dopo gli anni dell’uscente Stefano Geuna.
Il tema occupazioni
Anni che, soprattutto in coda al mandato, sono stati segnati da proteste e momenti di divisione interna ad una comunità accademica investita dall’eco del conflitto in Palestina. Sulla gestione della lunga occupazione dell’anno scorso, i candidati hanno finito sostanzialmente per unirsi nella critica – pur con diverse sfumature – alla gestione uscente. “Un rettore deve essere più presente”, la sintesi delle tre prese di posizione dei professori Raffaele Caterina (diritto privato), Cristina Prandi (chimica organica) e Laura Scomparin (procedura penale). Ma se Caterina ha accusato Geuna, apertamente, di una “fuga” che “non dovrà esserci più”, Prandi ha garantito il proprio impegno per difendere – all’occorrenza – anche e soprattutto il diritto di accesso all’università per assistere alle lezioni.
Tre aspiranti pro rettori, qualche distinguo
Al dibattito hanno partecipato anche i tre aspiranti al carica di pro rettore: Paola Sacchi, candidata con Caterina e professoressa di veterinaria, Gianluca Cuniberti, candidato con Prandi e professore di Storia, Luca Brazzi, anestesiologo che corre con Scomparin. Ad accendere un po’ il dibattito sono stati soprattutto i temi dell’edilizia universitaria e del gender gap. Si è parlato anche di precariato, ricerca, internazionalizzazione, benessere dei lavoratori. Nell’appello al voto finale, Caterina il più netto nel prendere le distanze dai sei anni della gestione precedente. “I più deludenti che abbia vissuto”. Le altre due candidate, vice-rettrici nel mandato precedente, hanno comunque rivendicato l’importanza dell’esperienza maturata.
Pronostico incerto
Parrebbe non esserci un vero netto favorito, probabile un ballottaggio in programma il 25 e 26 giugno. Qualora al primo turno non partecipasse almeno il 50% degli aventi diritto, ci sarebbe comunque un secondo turno calendarizzato per l’11-12 giugno
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