[ad_1]
La casa circondariale di via Burla vive una situazione drammatica, di piena emergenza. Dopo il terzo suicidio in otto mesi, l’aria nel carcere di Parma si è fatta ancora più pesante. Dal problema del sovraffollamento alla liberazione anticipata (prevede l’innalzamento della detrazione da 45 a 60 giorni per ogni semestre di pena scontata) proposta dall’esponente di Italia Viva, Roberto Giacchetti, fino ai detenuti che devono scontare una pena inferiore a un anno. Queste le proposte messe sul tavolo dalla Garante dei diritti dei detenuti di Parma, Veronica Valenti, durante l’incontro con il ministro della Giustizia Nordio, il 7 agosto. “Abbiamo presentato la realtà che noi quotidianamente viviamo entrando in carcere – ha raccontato -. Si è trattato del terzo suicidio avvenuto nel giro di otto mesi a Parma: credo che sia un record. La vittima è un ragazzo di 36 anni che era stato trasferito per motivi di ordine e sicurezza, proprio la sera prima. Il 14 agosto era arrivato a Parma. Direi che anche su queste dinamiche di trasferimento di soggetti con problematiche ci sarebbe qualcosa da ridire. C’è bisogno di interventi immediati, perché le misure varate recentemente da questo Governo possono portare dei benefici nel medio o nel lungo periodo, ma il dramma, l’emergenza è adesso. Ad esempio: stiamo raggiungendo dei numeri record di suicidi in tutte le carceri italiane. Nel giro di otto mesi abbiamo superato 66 suicidi a livello nazionale e, in moltissimi casi, nel 78% degli istituti italiani, abbiamo un problema di sovraffollamento molto evidente. Qui a Parma, ringraziando il Cielo, si tratta di un problema che incide fino a un certo punto. L’affollamento è a dei livelli inferiori rispetto alla media nazionale”.
MISURE COSTRUTTIVE
Valenti, dopo l’incontro con il ministro della Giustizia, illustra la situazione: “Da quando è finita l’emergenza Covid, nel giro di due anni, i numeri sono notevolmente aumentati. Come conferenza dei garanti territoriali noi abbiamo chiesto, diciamo così, delle misure immediatamente costruttive. Il sovraffollamento è una concausa dei suicidi, abbiamo speso delle parole avallando anche la proposta Giacchetti per la liberazione anticipata speciale, abbiamo fatto presente che ci sono negli istituti italiani circa 8mila e più persone detenute che stanno scontando una pena inferiore a un anno. Anche per queste persone si può fare qualcosa, si deve fare qualcosa proprio perché c’è bisogno in qualche modo di trovare delle misure e incentivare i dispositivi alternativi. Ma anche per rendere più efficiente l’azione amministrativa penitenziaria – conclude Veronica Valenti -, in quanto registriamo dei problemi che incidono sulla tutela dei diritti e delle persone ristrette e sul lavoro di chi quotidianamente opera in carcere. In questi in questi mesi abbiamo sentito anche la testimonianza dei sindacati della polizia penitenziaria e, più volte da più parti, hanno sottolineato come così non si possa più andare avanti”.
www.parmatoday.it è stato pubblicato il 2024-08-22 08:00:00 da
0 Comments