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Nelle periferie di Modena, anche in zone densamente popolate, nonostante gli interventi attualmente in corso, sono ancora diverse le case ed i capannoni in stato di degrado. “E’ importante che privati e comune trovino il modo di sbloccarne il recupero”
MODENA – Capannoni abbandonati ormai da decenni, cantieri fermi, bivacchi in strada. Situazioni famigliari ai residenti del quartiere Madonnina che chiedono un intervento dell’amministrazione anche se si tratta di stabili di proprietà privata. Gli esempi, lungo la diagonale percorsa da ciclisti e jogger, non mancano come questo immenso capannone abbandonato da anni, un relitto industriale che, nonostante la recinzione, diventa luogo di degrado.
Sempre sulla diagonale c’è l’ormai cronico ex Trony, di fianco al cavalcavia della Madonnina: anche in questo caso un vasto spazio in disuso che attende una riqualificazione. Poi ci sono i cantieri fantasma come quello in via D’Avia, un palazzone con impalcature ferme da anni a pochi metri da abitazioni: anche qui, nonostante le recinzioni, i senzatetto si aprono varchi in continuazione, per non parlare dei bivacchi in zona San Cataldo e dell’immondizia dietro ad un altro edificio di via Emilia Ovest. Per i residenti si tratta non solo di una questione di sicurezza ma anche di decoro e igiene
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