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di ANNA MARIA STEFANINI-
NellâetĂ dâoro del neorealismo Fellini recita la parte del visionario. âIl visionario è lâunico realistaâ non è lâunica battuta del genio di Rimini, le biografie riportano anche âsono un artigiano che non ha niente da dire, ma sa come dirloâ e âAvevo sempre sognato, da grande, di fare lâaggettivoâ (in riferimento a âfellinianoâ).
Fellini, come i neorealisti, parte dalla realtĂ povera, denudata e smascherata dellâesistenza umana che tuttavia redime e sublima in una narrazione consegnata ai ritratti poetici di Gelsomina, Zampanò, La Gradisca, Ciccio Ingrassia sullâalbero a impetrare una donna e di tutta la rigogliosa galleria di personaggi che sfilano nei suoi film come figure che poco oltre sarebbero naif.
Nelle sue contraffazioni poetiche persino i tetri gerarchi fascisti appaiono come personaggi di favole per bambini.
Federico Fellini nasce il 20 gennaio di 105 anni fa a Rimini (allora in provincia di ForlĂŹ) da una famiglia piccoloborghese (il padre era commerciante e la madre casalinga) e compie regolarmente gli studi liceali.
La sua prima formazione artistica è in realtĂ unâautoformazione: da ragazzo impara a fare disegni ispirandosi allâonirico illustratore americano Winsor McCay (1869-1934) e sarĂ questa unâutilissima risorsa che utilizzerĂ piĂš tardi per dare rappresentazione a personaggi, ambienti e costumi dei suoi futuri film.
Dal disegno al cinema il passo non è lungo e, allâinsaputa dei genitori, comincia a uscire di casa per andare a vedere i film proiettati nei cinema della sua cittĂ .
Alcune riviste cominciano a pubblicare i suoi disegni.
Nel 1939, insieme alla madre e ai fratelli si trasferisce a Roma per fare lâuniversitĂ ma, in realtĂ , coltiva il sogno di fare il giornalista. Si iscrive a Giurisprudenza ma non farĂ nemmeno un esame; comincia invece a pubblicare vignette sulla rivista satirica âMarcâAurelioâ dove diviene titolare della rubrichetta âStorielle di Federicoâ, ottenendo grande successo di pubblico, notorietĂ e discreti guadagni.
Sul finire degli anni â30, nemmeno ventenne, comincia a scrivere gag, copioni e battute per alcuni film del poliedrico attore Erminio Macario (1902-1980).
Sono quelli gli anni in cui lâItalia entra nella seconda guerra mondiale.
La gavetta con Macario gli procura, nel 1941, un ingaggio allâEIAR (la RAI di allora, quando câera solo la radio). Per lâemittente nazionale firma svariati copioni; nel â42 conosce lâesordiente attrice Giulietta Masina (1921-1994) che diventerĂ la sua compagna di vita e interprete di diversi suoi film.
Un presagio di quello che sarĂ il suo stile espressivo cinematografico è il copione di âUna lettera dâamoreâ, del â42, in cui due fidanzati analfabeti si scambiano lettere in bianco eppure ricche di sentimento.
Il 30 ottobre 1943, poco piĂš di un mese dopo il celebre armistizio annunciato dal generale Pietro Badoglio, Federico sposa Giulietta. Dal matrimonio nasce âFederichinoâ che morirĂ un mese dopo la nascita, il 24 aprile 1945; il giorno prima della liberazione.
Il biennio â42-â43 è quello in cui comincia scrivere le sceneggiature di film; tra le sue firme spiccano âRoma cittĂ apertaâ (1945) di Roberto Rossellini; film del quale il regista austriaco naturalizzato USA Otto Preminger dirĂ âLa storia del cinema si divide in due ere: una prima e una dopo Roma cittĂ apertaâ e âPaisĂ â (1946), anche questo di Rossellini. In âPaisĂ â Fellini è anche aiuto regista e non poteva trovare maestro migliore per apprendere lâarte della regia.
Al termine degli anni â40 è uno dei piĂš affermati sceneggiatori italiani.
Nel 1950 Federico Fellini esordisce nella regia a due mani, in coppia con Alberto Lattuada (1914-2005), nel film âLuci del varietĂ â; il film avrĂ un buon successo di critica ma scarsi riscontri commerciali.
Nel â52 esordisce alla regia con âLo sceicco biancoâ, su soggetto di Michelangelo Antonioni, sceneggiatura di Ennio Flaiano per lâinterpretazione di Alberto Sordi.
Da quel momento è una catena di successi internazionali per i quali è meglio lasciare la parola ai numeri:
â un catalogo di venti film di cui uno per la televisione (âI clownâ);
â un palmarès di quattro Oscar per il miglior film straniero: âLa stradaâ (1954), âLe notti di Cabiriaâ (1958), â8 ½â (1964) e âAmarcordâ (1975);
â un Oscar onorario alla carriera (1993);
â dodici candidature allâOscar per la miglior regia o la migliore sceneggiatura;
â palma dâoro al Festival di Cannes 1960 per âLa dolce vitaâ;
â Gran Premio della tecnica al Festival di Cannes 1972 per âRomaâ;
â due David di Donatello (1957 e 1960);
â quattro Grolle dâoro (1960, 1963, 1974, 1980);
â un Leone dâoro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985;
â due Gran Premi ai Festival cinematografici di Mosca, nel 1963 e nel 1987;
â dodici Nastri dâargento.
âNulla si sa, tutto si immaginaâ
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L’articolo 20 gennaio 1920: nasce a Rimini Federico Fellini, il biografo degli incanti e disincanti italiani
www.tusciatimes.eu è stato pubblicato il 2025-01-20 02:15:49 da Redazione



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