800.000 anni fa, un arcipelago di isole nei pressi di Matera: I risultati dello studio presentati al Congresso di Bari

800.000 anni fa, un arcipelago di isole nei pressi di Matera: I risultati dello studio presentati al Congresso di Bari


Bari, – Durante il Congresso Nazionale Congiunto della Società Geologica Italiana e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia, tenutosi a Bari, è stato svelato un risultato sorprendente: nei pressi di Matera, dove è stato rinvenuto il fossile della famosa Balena Giuliana, esisteva un arcipelago di isole circa 800.000 anni fa. Lo studio, condotto da un team di geologi dell’Università del Sannio, è stato illustrato per la prima volta in questa occasione.

Maria Rosaria Senatore, geologa specializzata in geologia stratigrafica e sedimentologia presso l’Università del Sannio, ha dichiarato: “La nostra ricerca ha portato alla luce un ambiente naturale antico, caratterizzato da un arcipelago di isole. Questo risultato è frutto di uno studio condotto sulla sedimentazione ritrovata sotto la Balena Giuliana, il più grande fossile di balena mai descritto nel Mediterraneo, e ci permette di ricostruire l’ecosistema di quel periodo”.

Il Congresso, che ha ospitato 1.000 geologi, ha visto la presentazione di oltre 1.200 temi di ricerca, tra cui quello dedicato alla scoperta di Matera. Lo studio ha coinvolto l’analisi di 60 campioni di sedimenti, tra cui tracce di pollini, che hanno permesso di delineare un quadro dettagliato dell’ambiente durante il Pleistocene Inferiore. “Questo territorio – ha spiegato Senatore – si trovava a margine di un’isola e le sedimentazioni mostrano come 800.000 anni fa vi fosse un arcipelago”.

Agostino Meo, altro membro del team di ricerca e docente presso l’Università del Sannio, ha sottolineato l’importanza multidisciplinare dello studio: “Abbiamo analizzato i campioni sedimentologicamente, stratigraficamente e micropaleontologicamente, confermando che la zona era un arcipelago. Un altro aspetto chiave è lo studio dei pollini che ha arricchito la nostra comprensione dell’ambiente naturale”. Meo ha poi aggiunto che il sito potrebbe diventare un importante punto di riferimento per il geoturismo, grazie al suo valore scientifico e storico.

La ricerca, portata avanti in collaborazione con diverse istituzioni, tra cui l’Università La Sapienza di Roma e l’ISMAR di Napoli, continua a fornire nuove scoperte sul passato geologico dell’area, trasformando Matera in un luogo di grande interesse sia per la scienza che per il turismo.


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