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Venticinque anni dopo è ancora piazza Kurdistan. Era il 12 novembre 1998, quando arrivò a Roma il leader kurdo Abdullah Ocalan: nel giro di poche ore centinaia di curdi arrivarono davanti all’ospedale militare del Celio. La presenza di Ocalan in Italia, pose la Questione kurda al centro dell’attenzione internazionale, accendendo la speranza di un impegno da parte della comunità internazionale. Speranza destinata a morire da lì a poco con la negazione dello stato di rifugiato politico al leader curdo che dopo poco tempo sarebbe stato costretto a lasciare l’Italia per poi essere catturato dalla Turchia. Da allora la rete di solidarietà attorno alla questione turca e al suo leader è cresciuta.
Così a distanza di 25 anni, un’altra piazza della Capitale sarà pacificamente occupata dai rappresentanti della comunità curda italiana e da tanti attivisti per i diritti umani. Il luogo di ritrovo non sarà più piazza Celimontana ma largo Corrado Ricci a pochi metri dal Colosseo. Da qui, martedì 10 ottobre alle 12, verrà lanciata la campagna internazionale “Libertà per Ocalan, una soluzione politica per la questione curda”.

L’iniziativa coincide con il ventiquattresimo anniversario della cattura del leader kurdo Abdullah Oçalan, avvenuta in Kenia nel 1999, nel contesto di una “concertazione tra servizi di intelligence di vari paesi, da parte dei servizi turchi” e coinvolgerà in contemporanea decine di altre piazze in tutta Italia, da Milano alla Sardegna davanti alla abitazione di Antonio Gramsci, nel comune di Ghilarza, dove verrà illustrata la mobilitazione: “Troviamo non solo una consonanza politica e una comune saggezza storica tra figure quali quelle di Antonio Gramsci e Abdullah Oçalan, ma anche una lezione di scrittura profetica ed umana; figure come quella di Nelson Mandela, o della giovane martire kurdo-iraniana Masha Amini” spiegano dall’Associazione per Antonio Gramsci Ghilarza che ha promosso il presidio.
Incontri simili sono programmati in 70 città: a Genova nella sede dell’Arci con Stefano Kovac Arci Liguria, Paolo Palazzo dell’Associazione Senza Paura – Rete Kurdistan Liguria, Dario Rossi di Giuristi Democratici, Chiara De Poli ANPI Chiavari, Gianni Ferretti di Rifondazione Comunista, Norma Bertullacelli e Giuliano Ravera della Rete NoBavaglio. E in Sicilia nella sede dell’Associazione stampa di Palermo una delle prime città a concedere al cittadinanza onoraria a Oçalan con Virginia Dessy di Palermo solidale, Fausto Melluso dell’Arci e la giornalista Giovanna Cirino.
A Roma a 48 ore dell’iniziativa svolta al Centro socioculturale Ararat con ZeroCalcare, esponenti dell’associazionismo delle amministrazioni pubbliche si ritroveranno a largo Corrado Ricci. “Abdullah Öcalan è un leader politico curdo considerato da milioni di curdi in tutto il mondo come il loro rappresentante politico – spiega Yilmaz Orkan di Uiki, Rete Kurdistan Italia – Nel febbraio 1999 è stato rapito in un’operazione di intelligence internazionale e inviato in Turchia. Da quasi tre anni è tenuto in isolamento quasi totale, con il divieto di comunicare con il mondo esterno, in palese violazione della legge turca e del diritto internazionale. L’ultimo incontro con i suoi avvocati è avvenuto nell’agosto 2019 e l’ultimo contatto con il mondo esterno – una breve telefonata con suo fratello – è avvenuto nel marzo 2021. Milioni di curdi e di loro amici temono per la sua sicurezza e la sua salute”.

Da qui l’appello rivolto agli esponenti e realtà della società civile e delle reti per i diritti umanitari. Interverranno: Michela Arricale, Centro di ricerca ed Elaborazione per la Democrazia, Tino Magni, Senatore, Marco Grimaldi, deputato,??Giovanni Russo Spena, Giuristi Democratici e Comitato il tempo è arrivato – Libertà per Ocalan, Vito Scalisi, presidente Arci Roma e componente presidenza Nazionale, ???Arturo Salerni, Avvocato di Ocalan in Italia, Amedeo Ciaccheri, presidente municipio VIII,?Fabrizio De Sanctis, presidente Anpi Roma, Antonio Amoroso, Confederazione unitaria di base, Vincenzo Miliucci, esecutivo confederazione Cobas, Nicola Lombardozzi giornalista, Rete NoBavaglio.
“La campagna riunirà parlamentari, amministratori locali, partiti e movimenti, sindacati, organizzazioni della società civile, intellettuali e altri soggetti per chiedere che a Ocalan sia permesso di incontrare i suoi avvocati e la sua famiglia – sottolineano dall’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia – e, infine, che sia liberato. Che gli sia consentito di svolgere un ruolo nella ricerca di una soluzione politica giusta e democratica al decennale conflitto curdo in Turchia”.
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-10-09 21:28:18 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)

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