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Verso il 9 luglio 1995, la zona di Srebrenica e il territorio circostante, in quella che al momento era stata dichiarata dall’ONU come zona protetta e che si trovava sotto la tutela di un contingente olandese dell’UN- PROFOR, furono attaccati dalle truppe dell’Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina al comando di Ratko Mladić, che dopo un’offensiva durata alcuni giorni, l’11 luglio riuscirono ad en- trare definitivamente nella città. I maschi, oltre ottomila dai 12 ai 77 anni furono separati dalle donne, dai bambini e dagli anziani, apparentemente per essere interrogati, in realtà vennero mas- sacrati e sepolti in fosse comuni.
Questa strage avveniva contro una minoranza mussulmana nell’Europa culla (dal il cuius regio eius religio alla pace di Vestfalia) della tolleranza religiosa e figlia di quella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo che tutelava tutte le minoranze.
In quei giorni le cancellerie continentali e l’opinione pubblica europea pur manifestando forte sde- gno finirono di bollare il massacro come un…
www.targatocn.it è stato pubblicato il 2025-07-07 19:17:00 da comunicato stampa

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