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Dal 1° gennaio le autostrade A24 e A25 tornano nella gestione di Strada dei Parchi. Nell’accordo previsto il blocco tariffe, sulle altre autostrade aumenti del 2,3%.
Oggi, 1° gennaio 2024, Strada dei Parchi torna a gestire le autostrade A24 e A25, dopo la breve parentesi ANAS. Il ritorno alla gestione del Gruppo Toto, dopo l’accordo con il MIT per evitare un contenzioso miliardario. L’accordo prevede un breve aumento della durata della concessione precedentemente prevista e il blocco delle tariffe dei pedaggi. Sulle altre autostrade d’Italia, invece, il 2024 sarà contrassegnato da un aumento del 2,3%. Soddisfatti i sindaci di Lazio e Abruzzo che però sottolineano: “Al solo fine di allontanare i tentativi di chi vorrebbe arrogarsi il merito di questo, come di altri obiettivi raggiunti in questi anni, si ricorda che il 03 gennaio 2018, stanchi dell’ennesimo aumento delle tariffe autostradali, i Sindaci hanno fato sentire la loro voce ottenendo, dapprima un dietro-front dell’allora governo con il ritorno ai pedaggi vigenti al 31 dicembre 2017, e poi, il blocco delle tariffe fino al 2032, evitando così un salasso totale di circa il 60%. È stato un percorso difficile, in cui i Sindaci e gli Amministratori hanno tollerato di tutto, subendo molte umiliazioni, hanno manifestato davanti al Mit, al Parlamento, nei caselli autostradali, hanno incontrato cinque Ministri, ma non si sono mai arresi perché motivati da un unico obiettivo: la tutela dei loro cittadini e dei loro territori”.
Intanto per quanto riguarda il tratto L’Aquila Est/Ovest, il sindaco Pierluigi Biondi ha già annunciato che rimarrà gratuito anche nei prossimi giorni, in attesa di definire l’accordo con Strada dei Parchi.
Gestione fino al 2032 e blocco tariffe. Un maxi contenzioso legale alla base della decisione del Governo di riassegnare la gestione a Strada dei Parchi.
È iniziato tutto il 7 luglio 2022, quando l’allora governo Draghi, appoggiato da M5S, Lega, Forza Italia e PD, aveva revocato la concessione di Strada dei Parchi, in scadenza nel 2030, per la gestione delle autostrade A24 e A25, per quelle che erano state definite “gravi inadempienze”. La gestione era quindi passata ad ANAS. Il maxi contenzioso, costituito da oltre 100 cause, era però già iniziato nel 2018, dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova. Al governo, prima di Draghi, Giuseppe Conte, che con il Milleproroghe approvò il famigerato articolo 35 che avrebbe dovuto rendere meno costose e complicate le revoche delle concessioni. Proprio in questo contesto inizia la lunga vicenda legata a Strada dei Parchi. Applicando infatti quel già contestato articolo, infatti, a poche settimane dalle dimissioni, il governo Draghi revocò la gestione al Gruppo Toto, che però impugnò il provvedimento che finì sul tavolo di diversi Tribunali, da L’Aquila a Pescara e Teramo, passando per il TAR Lazio e infine il Tribunale di Roma.
Nei ricorsi presentati, la società rigettava l’accusa di gravi inadempienze su cui si basava il provvedimento. Dopo i ricorsi al TAR, con l’ultimo rinvio alla Corte Costituzionale sulla legittimità della decisione del Governo Draghi, i procedimenti presso i tribunali ordinari. Per quanto riguarda il processo con rito abbreviato al Tribunale dell’Aquila, a marzo 2023 il GUP Guendalina Buccella ha assolto con formula SdP, accusata in quel caso dell’ammaloramento dei viadotti. A giugno dello stesso anno, l’assoluzione per le contestate mancate manutenzione da parte del Tribunale di Teramo. “La nuova e ulteriore assoluzione – aveva sottolineato in una nota il SdP, che a quel punto chiedeva con maggior forza l’annullamento della revoca – è di grande rilevanza sia perché rappresenta motivo di rassicurazione per tutti gli utenti delle tratte autostradali interessate, sia perché tale esito dei procedimenti penali intentati nei confronti di Strada dei Parchi e dei suoi amministratori smonta in modo incontrovertibile e in via definitiva le ragioni, infondate, che furono poste alla base del provvedimento (D.L. n. 85/2022) con cui il Governo precedente ha disposto la revoca in danno della Concessione. Infatti, quella norma, mai applicata in altre circostanze pur di fronte ad effettivi accadimenti con gravi conseguenze, si fondava sostanzialmente sulla contestazione che la Concessionaria non avrebbe eseguito la dovuta manutenzione ordinaria dei viadotti autostradali, in termini corrispondenti alle ipotesi di reato oggetto dei procedimenti giudiziari avviati dalle Procure presso i Tribunali abruzzesi”. Quindi la richiesta: “Alla luce delle esemplari sentenze dei Tribunali abruzzesi, occorre che l’onorabilità che i Tribunali ci hanno restituito trovi rapidamente corrispondenza nei fatti, prendendo atto delle decisioni della Magistratura e ponendo fine e rimedio ai gravissimi danni economici e reputazionali già incolpevolmente subiti dalla nostra Società”.
La palla è quindi passata al Tribunale di Roma, presso il quale è stato formalizzato l’indennizzo da 1,2 miliardi previsto da un decreto interministeriale, a firma del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, accolto con favore da Sdp, che allo stesso tempo avvisava che “resta dunque impregiudicato il diritto per SdP di agire per ottenere il pagamento delle maggiori somme previste nel piano a titolo di indennizzo, per l’ammontare complessivo di 2,3 miliardi”.
Insomma, a suon di indennizzi, la revoca della concessione è costata caro allo Stato e rischiava di costare ancora di più. A nulla sono infatti valsi i controricorsi del MIT sulle provvisionali, prontamente respinti dallo stesso Tribunale di Roma. Da lì il convincimento che evidentemente con il muro contro muro il governo avrebbe continuato a perdere in sede giudiziaria, rischiando perdite ancor più clamorose, e quindi l’emendamento che dal primo gennaio 2024 riconsegna la gestione di A24 e A25 a Strada dei Parchi. L’ufficialità è stata sancita con l’approvazione, da parte del Senato, del Dl Anticipi in seno al quale è stato inserito l’emendamento firmato dalla maggioranza di centrodestra che reintegra la Spa del gruppo industriale abruzzese Toto. Tra le altre cose, l’accordo, che allunga la concessione al 2032, azzera il maxi contenzioso legale cominciato nel 2018 dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, costituito da oltre 100 cause. Il Governo verserà nelle casse di Strada dei Parchi una provvisionale di 500 milioni di euro (una nel 2023 e una nel 2024), decisa dal tribunale di Roma: inoltre, è prevista la compensazione del debito con Anas, stimato in 800 milioni. Il Governo risparmierebbe così oltre un miliardo di euro: infatti, dovrà versare la provvisionale di 500 milioni in due rate, una nel 2024 e una nel 2025, con ulteriori circa 800 milioni di euro compensati, costituiti dal debito di Sdp nei confronti di Anas. La buona notizia è che nell’intesa è previsto il blocco della tariffa fino al 2032 ai valori del 2017 e il nuovo piano economico finanziario (Pef).
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