Accusato di aver simulato il salvataggio dell’anziana che aveva inv…

Accusato di aver simulato il salvataggio dell’anziana che aveva inv…


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Accusato di aver simulato il salvataggio dell’anziana che aveva inv…

Era il 6 ottobre del 2021 quando, in via della Repubblica a Rimini, una 76enne stava attraversando la strada sulle strisce pedonali portando a mano la bicicletta e venne investita da una Citroen C5. Al volante della vettura c’era un imprenditore 48enne siciliano, residente a Rimini, che secondo la tesi accusatoria aveva noleggiato l’utilitaria sotto falso nome dal momento che aveva la patente revocata da 10 anni. L’uomo, invece di soccorrere l’anziana, aiutato da un dipendente 66enne avrebbe caricato a forza la ferita nell’abitacolo per poi darsi alla fuga. La vittima, intontita e in serie condizioni, era poi stata abbandonata nella zona di viale Pascoli da dove il 48enne aveva poi dato l’allarme segnalando una donna che vagava lungo la strada in stato confusionale e con la complicità del 66enne avrebbe inscenato un salvataggio e infine escogitato una falsa ricostruzione dei fatti.

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La 76enne, nonostante lo stato di choc, era riuscita a chiamare il figlio dal proprio cellulare per chiedere aiuto spiegando di essere stata investita e poi rapita. Una telefonata durata pochi secondi, sufficienti però per permettere ai carabinieri di localizzare la donna che, una volta rintracciata, aveva visto i militari dell’Arma allertare il 118 mentre il 48enne siciliano forniva la sua versione alternativa dei fatti, apparsa da subito poco credibile.

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In seguito l’anziana si era rivolta agli avvocati Marco e Monica Lunedei che avevano depositato in Procura un esposto il quale, a sua volta, aveva fatto aprire un’indagine. Gli inquirenti, oltre a rintracciare diversi testimoni, avevano acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza smascherando così le dichiarazioni dei siciliano e del suo dipendente. I due, difesi dall’avvocato Nicola De Curtis, devono rispondere rispettivamente di lesioni personali stradali gravissime, aggravate dall’avere la patente revocata, fuga del conducente e frode processuale e di favoreggiamento personale. 

La 76enne si è quindi costituita parte civile dopo aver affrontato un calvario medico di 7 mesi, durante i quali ha dovuto subire diversi interventi con una prognosi superiore ai 120 giorni, vedendosi riconoscere un’invalidità permanente dell’80% sulla base della quale è stata avanzata una richiesta risarcitoria che ha superato il milione di euro.

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www.riminitoday.it è stato pubblicato il 2025-01-29 19:01:16 da


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