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Si è spento a 99 anni nella sua casa di Milano. Anche Pesaro lo piange, custode della sua iconica “Sfera Grande”, simbolo della città.
Pesaro perde oggi non solo un artista, ma un simbolo vivente: Arnaldo Pomodoro, il grande scultore contemporaneo, è morto ieri sera, domenica 22 giugno, nella sua casa di Milano. Aveva 99 anni.
Il suo nome è scolpito anche nella memoria collettiva della città grazie alla “Sfera Grande”, la scultura che dal 1998 domina il lungomare pesarese e che nel tempo è diventata un’icona urbana. Un’opera che non si limita a decorare, ma che interroga lo spazio, la materia, il tempo. Meta di passeggiate, foto, incontri, simbolo dell’identità visiva della città, quella sfera lacerata è oggi anche il segno più tangibile del legame tra Pomodoro e Pesaro.
Con la sua scomparsa, il mondo dell’arte perde una delle sue voci più potenti, lucide e visionarie. Pomodoro ha attraversato il Novecento e oltre con una coerenza e una forza immaginativa che lo hanno reso punto di riferimento internazionale. Le sue sculture – dalle “Sfere” monumentali agli obelischi incisi – hanno parlato in tutto il mondo un linguaggio fatto di meccanica e mistero, di razionalità e inquietudine.
“La scomparsa di Arnaldo Pomodoro – si legge nel comunicato della sua Fondazione – segna la perdita di una delle voci più autorevoli, lucide e visionarie dell’arte contemporanea. Il Maestro lascia un’eredità immensa, non solo per la forza della sua opera, ma per la coerenza e l’intensità del suo pensiero.”
Pomodoro aveva immaginato la sua Fondazione non come un semplice archivio, ma come un luogo vivo, aperto, progettuale: “Non ho mai creduto alle fondazioni che celebrano un solo artista come unicum. L’artista è parte di un tessuto di cultura […] il meglio deve ancora venire: questo è stato solo un inizio.”
Parole che oggi suonano come un testamento culturale. E come un’esortazione.
La Fondazione Arnaldo Pomodoro continuerà a operare seguendo il tracciato voluto dall’artista: uno spazio creativo, sperimentale, in dialogo con le nuove generazioni. Mostre, eventi, confronti continueranno a portare avanti il discorso aperto da una delle menti più feconde del nostro tempo.
Un’eredità viva anche a Pesaro
La “Sfera Grande” sul lungomare pesarese oggi ha un valore ancora più profondo: quello di una presenza fisica che continua a parlarci. È una ferita nel metallo che mostra l’interno, è la metafora di un mondo che si apre, si rompe, si trasforma. Ed è, oggi più che mai, il cuore pulsante di un legame tra un artista e una città.
Mancherà Arnaldo Pomodoro. Ma resterà la sua visione, scolpita nella materia e nel pensiero. E con le sue stesse parole, ci invita a guardare avanti: “Il meglio deve ancora venire.”
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www.viverepesaro.it è stato pubblicato il 2025-06-23 09:56:01 da
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