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Albenga. “Siamo qui per il nostro connazionale, picchiato senza motivo e mandato in ospedale. I colpevoli sono ancora in giro, nonostante siano stati ripresi durante una diretta Facebook. Vogliamo giustizia”. E’ quanto chiedono i rappresentanti della comunità marocchina di Albenga, che questo pomeriggio si sono ritrovati in piazza del Popolo per manifestare la loro solidarietà al loro connazionale aggredito e malmenato alle prime luci dell’alba del 31 luglio scorso.
Come ricordato dai manifestanti, l’episodio è avvenuto in diretta streaming: nel momento in cui è stato raggiunto dai suoi aggressori, il ragazzo era impegnato in un live su Facebook. E così il cellulare, rimasto acceso, ha documentato in presa diretta (solo audio, mentre la fotocamera inquadra un veicolo di fronte) l’intero accaduto.
Il resto è cronaca. Con alcuni passanti e testimoni (alcuni hanno raccontato che “il ragazzo era talmente gonfio e malconcio da risultare irriconoscibile”) che hanno notato il ragazzo esanime all’interno della sua auto vandalizzata (carrozzeria ammaccata e alcuni vetri sfondati). È successo intorno alle 5 del mattino, con chiamata immediata al 112 e tempestivo intervento del personale medico e delle forze dell’ordine.
Ricevute le primissime cure sul posto, è stato caricato in ambulanza e trasportato d’urgenza, in codice rosso, all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, dove si trova tuttora ricoverato, in gravi condizioni, e dopo aver subito alcuni interventi della durata di diverse ore.
Alla luce di quanto accaduto, quest’oggi i connazionali dell’uomo si sono ritrovati ad Albenga per chiedere ad alta voce “Uguaglianza, integrazione e giustizia dall’autorità italiana verso gli immigrati in generale”. A presidiare la piazza l’Arma dei Carabinieri, la Polizia di Stato e la polizia locale ingauna.
E durante la manifestazione c’è stato anche tempo per una rapida video-chiamata con la vittima dell’aggressione direttamente dal letto dell’ospedale: ancora troppo delicate le sue condizioni perché fosse in grado di aggiornare i suoi connazionali circa il suo stato.
Tra i presenti anche il giornalista marocchino Chahbane Abdellah, che ha sottolineato l’anima “pacifica” della manifestazione e ha spiegato di aver partecipato “su richiesta dei miei connazionali affinché fatti come questo non si ripetano più e ci sia più sicurezza”.
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