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La corsa del Parma in Coppa Italia si ferma agli ottavi: fatali i calci di rigore. Il sogno dei crociati sbatte contro il palo centrato dal dischetto da Dennis Man. La speranza di affrontare la vincente di Inter-Bologna vola sulla traversa assieme al pallone calciato alto da Camara. Peccato, perché dopo un primo tempo al limite della perfezione, in cui il Parma segna due gol in due minuti, i crociati rovinano tutto negli ultimi dieci minuti di gara. E pensare che di gol ne avrebbero potuto segnare minimo altri tre Bernabé e compagni, confermando al termine della prima frazione che la squadra di un’altra categoria era proprio quella di Pecchia. Domina il gioco almeno per un’ora. Negli spazi si esalta il Parma che scioglie le ali e vola in ripartenza prima di sciogliersi, all’ombra dell’inesperienza dei suoi interpreti, all’82’ permettendo alla Fiorentina di riaprire la partita. All’uno-due di Bernabé e Bonny, rispondono Nzola e Sottil su calcio di rigore. In mezzo tantissimo Parma che spreca e si fa riprendere a partita finita. Si rammarica Krause in tribuna, accanto al Managing Director Sport Vaeyens e al Managing Director Corporate, Martines. Man sbaglia ancora il rigore, il secondo consecutivo. Stavolta il tiro del rumeno sbatte sul palo dopo aver spiazzato Christensen.
Pecchia non ha paura della Fiorentina e decide di affrontarla con le sue stesse armi: palleggio e verticalità. Ed è con la palla filtrante che metterà nei guai Italiano, sotto a casa sua di due gol. I crociati sono compatti, non tremano davanti a un’avversaria che gioca un altro campionato, la affrontano con tutto quello che hanno che, al 25’, si scopre essere tantissima roba. Nel giro di un minuto o poco più, tra il 22’ e il 23’, la Viola viene colpita prima da una pennellata di Bernabé e poi da un contropiede micidiale orchestrato da Mihaila e concluso da Bonny in bello stile. 2-0 alla Fiorentina, sorpresa da tanto pragmatismo: e c’è da dire che il Parma, dal 1’, è apparso subito padrone del campo con la cerniera composta da Cyprien e Sohm a protezione dei quattro di difesa. Il francese si rivede dopo 1064 giorni. L’ultima volta con la maglia del Parma è dotata 21 febbraio del 2021, Parma-Udinese 2-2. Venti minuti prima di una lunga altalena tra panchina e infermeria. Poi la latitanza dal calcio italiano con Nantes e Sion prima di tornare a Parma. Non rientrava nei piani della società e infatti si è allenato con la Primavera per diverse settimane prima di essere riaggregato al gruppo da Pecchia. L’occasione del francese è arrivata a Firenze, in Coppa Italia e per poco, prima del vantaggio, non ha trovato il gol con un tiro sventato da Christensen. Sarebbe stato forse chiedere troppo anche a un mago come Pecchia, stratega che mischia le carte senza perdere mai le distanze. Benedyczak e Mihaila restano larghi nel 4-4-2 in fase di non possesso, Bernabé si alza fino a raggiungere Bonny sulla linea degli attaccanti. Un assetto pensato per sfruttare le ripartenza letali. Una, sempre sullo 0-0 a testimonianza di quanto il Parma comandi il gioco, l’ha avuta Mihaila ma il rumeno ha sprecato a campo aperto masticando troppo il pallone su passaggio illuminante di Bernabé. Il numero 28 si è fatto poi perdonare con l’assist per il 2-0 di Bonny. E prima della fine del primo tempo, gli uomini di Pecchia sono andati vicino al terzo gol con Circati (tiro a colpo sicuro parato da Christensen) e con Bernabé, scatenato nella posizione di trequartista. A campo aperto, il Parma diventa devastante che, addirittura, recrimina perché avrebbe meritato un vantaggio più largo. Alla Fiorentina è andata bene perché la squadra di Pecchia ha macinato gioco comandandolo dal 1’ al 45’. I ragazzi di Italiano sono tutti nel tiro a colpo sicuro di Nzola deviato da Coulibaly: da lì la partita è cambiata.
Italiano capisce che così non va e ne cambia quattro all’intervallo. La sensazione è che, se avesse potuto, ne avrebbe sostituiti molti di più. Il Parma non si scompone: attento, corto e pronto a scattare. La pressione della Viola è forte, tocca a Corvi disinnescare Barak assistito da Nzola. Pecchia chiede ai suoi ghiaccio nelle vene per gestire il doppio vantaggio e l’assalto della Fiorentina, prevedibile, cambia gli esterni e affila il suo 4-2-3-1 avanzando Sohm sulla trequarti e mettendo Hernani al posto di Bernabé. Poche le ripartenza letali, ma ottima la gestione fino all’82’, quando la Fiorentina trova il gol della speranza con Nzola che approfitta di un’esitazione di Coulibaly e insacca. Parma che rimane un po’ sulle gambe e paga l’altissimo ritmo con il quale ha condotto le danze per gran parte della gara. Osorio, a fine gara, offre alla Fiorentina l’opportunità di completare la rimonta con un intervento goffo su Beltran. Il venezuelano tocca con il braccio e offre a Sottil l’opportunità di andare dal dischetto e incenerire Corvi che aveva toccato. Nei supplementari Man ha un paio di occasioni per chiuderla prima dei rigori, ma Christensen risponde presente. Ai rigori passa la Viola. Senza meritarlo.
www.parmatoday.it è stato pubblicato il 2023-12-06 20:04:00 da
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