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La sua tomba medievale, un sarcofago in pietra scolpito, si trova nella nostra cattedrale qui a Piacenza, nel braccio destro del transetto dove è esposto anche il corpo di san Giovanni Battista Scalabrini ed è stata murata sospesa. Rogerio Caccia nacque a Vigolo Marchese, dove la sua famiglia aveva delle proprietà, anche se è attestata come casata cittadina già dal 1153.
Diventò quindi prevosto della chiesa di Vigolo e poi gli venne affidata la carica di canonico del capitolo del duomo in città. Qui comincia la sua ascesa di buon prelato, con uno spiccato senso per l’arte e la pietà religiosa, come vedremo.
Nel 1338, con tanto di bolla d’approvazione di papa Benedetto XII, divenne vescovo della diocesi di Piacenza. Era un uomo che non trascurò l’aspetto militare difensivo, ma soprattutto dalle cronache risulta molto vicino ai poveri, ai quali presta carità.
Tra gli storici che ne trattarono ricordiamo il Campi che ci lascia qualche ottima informazione. Intanto dobbiamo al gusto artistico religioso del vescovo Rogerio Caccia, se nel 1350 l’architetto Pietro Vago edificò il “Portale del Paradiso”, nel pronao di settentrione della Basilica di Sant’Antonino.
Se guardate bene vi potete ritrovare la lapide originale in pietra scolpita che riporta in latino la data e un epitaffio: ricorda che nel 1350 (MCCCL) questa parte venne edificata per volontà del vescovo Rogerio Caccia (Rogerii Cacie Epi Placentini).
Cosa notevole è che il 6 luglio del 1341 il vescovo piacentino aveva fatto sistemare sul campanile il grandioso “Angelo” sempre da Pietro Vago, una statua in rame dorato, girevole e “segnavento”.
Il famoso “Angìlon dal Dòm” tanto amato dai piacentini e che nel tempo ha subito vari restauri conservativi importanti ed in quello del 1964 vennero messi finalmente anche quattro fari per illuminarlo ogni notte.
In Duomo poi fece anche costruire un altare (oggi scomparso) dedicato alla patrona dei pescatori e barcaioli del Grande Fiume, Sant’Agnese martire, anche se nel suo quartiere cittadino presso “il canale della Fodesta” già c’era una antica chiesa dedicata alla santa.
La sua tomba medievale riporta anch’essa scolpita nella pietra la data della morte ed il suo nome. oltre agli stemmi del famiglia. Rogerio Caccia fu il sessantunesimo vescovo della nostra diocesi, morì ormai anziano nella domenica 8 febbraio 1354.
Un personaggio che ci ha lasciato due importantissimi manufatti di arte del medioevo piacentino, appunto l’Angelo del campanile ed il superbo portale del Paradiso in Sant’Antonino.
www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-08-03 09:40:00 da
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