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Albenga. Cambio sede in vista per i migranti arrivati a fine agosto presso l’ex Anfi di Vadino: a breve, infatti, è previsto il trasloco in una nuova struttura di via Trieste. È quanto prevede l’accordo raggiunto tra la Prefettura di Savona e la Diocesi albenganese, che ha messo a disposizione degli ospiti gli ex locali del Redemptoris Mater.
La conferma arriva direttamente dal vescovo Guglielmo Borghetti, che nei mesi scorsi era intervenuto senza filtri sul tema dei profughi ospitati ad Albenga: “Abbiamo messo a disposizione della Prefettura questa struttura per un tempo determinato, non superiore ai sei mesi – spiega -. Personalmente sono molto contento di questa soluzione, che, anche se per un periodo di tempo concordato, andrà a garantire a questi ragazzi uno spazio riscaldato e sicuramente più comodo rispetto all’ex Anfi”.
La struttura di Vadino, dove ancora oggi sono collocati i 21 ragazzi (la cui età media è di circa 20anni) richiedenti protezione internazionale, è priva di un impianto di riscaldamento e le temperature di questo periodo hanno reso necessaria l’individuazione di una sede più adeguata.
I profughi sarebbero dovuti restare a Vadino sino a fine ottobre, ma in assenza di soluzioni alternative la permanenza all’interno della struttura ingauna era stata prorogata, non senza preoccupazioni da parte del sindaco Riccardo Tomatis: “Abbiamo più volte sollecitato la prefettura affinché si trovasse una soluzione più idonea per questi ragazzi – spiega il primo cittadino di Albenga ai microfoni di IVG -, anche perché le temperature sono scese”.
Con l’obiettivo di trovare un’alternativa ai locali di Vadino, la prefettura in questi mesi si è attivata sondando le strutture del territorio e alla fine la soluzione per la ricollocazione die migranti è arrivata attraverso un accordo con la Diocesi ingauna. La struttura di via Trieste che ospiterà i profughi è un’ex scuola: all’interno sono presenti diverse aule (dove verranno collocati i letti) e locali riscaldati. Le operazioni di adeguamento della nuova sede sono a cura della Prefettura, che proprio in questi giorni sta anche installando le docce.
La cooperativa incaricata della gestione dei 21 migranti nella nuova sede è la stessa che si sta occupando dell’assistenza degli ospiti presso l’ex struttura Anfi.
Per quanto riguarda il ruolo del Comune di Albenga, invece, il sindaco Tomatis precisa: “Il Comune – sottolinea -, che sinora ha sempre fatto la sua parte, anche oltre i termini concordati, a questo punto non è più coinvolto in queste operazioni. Mi auguro che la prefettura abbia individuato una soluzione adeguata all’accoglienza di questi ragazzi, che peraltro non hanno mai dato alcun tipo di problema”.
Il trasloco effettivo dei migranti dall’ex Anfi alla nuova sede di via Trieste dovrebbe avvenire nei prossimi giorni, non appena i lavori di adeguamento della struttura verranno terminati.
Nei mesi scorsi, il dibattito sul tema dei migranti nell’ex complesso Anfi di Vadino ha generato un acceso confronto tra la minoranza e la maggioranza. Gli ospiti della struttura albenganese sono tutti cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. I costi del servizio, pari a circa 116mila euro, sono interamente a carico del Ministero dell’Interno.
Sullo sfondo resta anche la questione dell’ipotesi di un centro per i rimpatri (CPR) ad Albenga ventilata pochi mesi fa dal Ministro Piantedosi. Uno scenario che, quanto meno formalmente, ha messo d’accordo minoranza e maggioranza, entrambe apertamente schierate contro la possibilità che venga realizzata una struttura con questo scopo nel comprensorio ingauno.
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