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Albenga. “Mi fa sorridere che oggi, a vent’anni esatti dalla morte di Angelo Viveri, il Pd lo ricordi con uno stringato comunicato di circostanza. Mi chiedo per quale motivo la sinistra, che è stata al governo per 15 anni con Tabò, Cangiano e Tomatis, non abbia mai pensato di dedicare a Viveri una via, una piazza, una sala comunale. Addirittura, quando il Pd ha cambiato sede, si è liberato della statua di Angioletto che aveva fatto lo scultore Flavio Furlani”.
L’attacco al Partito Democratico ingauni arriva da Eraldo Ciangherotti, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale ad Albenga. “Non sono certamente un uomo di sinistra, ma la figura di Angelo Viveri, soprattutto nella sua veste di amministratore e sindaco di Albenga, mi ha sempre affascinato. Mi piace ricordare di averlo votato pure io al mio primo voto da maggiorenne. Angioletto, un comunista, certo, ma poco ideologico, capace di mettere da parte i socialisti teardiani e fare una giunta con l’ingegner Dario Zunino, storico esponente liberale, come vicesindaco, e un’altra liberale come Maggiorina Pellegrini come assessore. Il tutto per il bene della città. Anche l’esperienza amministrativa degli Anni ‘90, con la sua Alternativa Democratica, sorta di lista civica che aveva al suo interno intelligenze amministrative di varie estrazioni culturali e politiche, era un esperimento all’avanguardia”.
E riguardo al comportamento dei dem, commenta: “La spiegazione, secondo me, è semplice: il Pd di Albenga, da tempo, non è altro di un covo di incapaci, gestito dagli eredi di quel Psi che Angioletto aveva preso, metaforicamente, a calci nel sedere. Ovvio che ricordarlo come avrebbe meritato (e merita tutt’ora) non sia una loro priorità. Quando, il prossimo anno, saremo al governo della Città rimedieremo, rendendo merito ad Angioletto e a Rosy Guarnieri, i due sindaci più amati e innovativi di Albenga”.
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