Albenga, lanciata una petizione per assegnare a Gino Rapa un riconoscimento alla cultura

Albenga, lanciata una petizione per assegnare a Gino Rapa un riconoscimento alla cultura


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Albenga. La richiesta di un riconoscimento per il grande impegno profuso per la cultura e per la promozione della città di Albenga del professor Gino Rapa è una costante degli ultimi anni, anche se probabilmente non esiste un premio simile e ne andrebbe inventato uno ad hoc. Persino il noto Antonio Ricci patron di Striscia la Notizia, aveva evidenziato durante un evento della Fionda di Legno, di come mancasse un riconoscimento al grande lavoro di promozione della città di Albenga svolto dal professore.

Ed è così che proprio in questi minuti è partita una petizione online per chiedere all’amministrazione comunale di creare un Premio da consegnare a Gino Rapa, leader dei Fieui di Caruggi.

Gino Rapa, lei appare come il vincitore morale di un Premio non ancora assegnato. Questo il commento e l’auspicio di molti cittadini di Albenga. La creazione del muretto delle firme dei Fieui di caruggi, il Piccolo Museo della fionda, il Premio Fionda di legno, Ottobre de André e tante altre iniziative a promozione del nome della città di Albenga a livello nazionale, senza dimenticare i libri “Testa di Rapa” e “Cime di Rapa”, a sostegno del Gaslini di Genova. E ancora il grande impegno in difesa dell’ospedale di Albenga: un curriculum perfetto per un importante riconoscimento che, secondo molti, tarda ad arrivare.

“Il riconoscimento più bello sicuramente l’ho già ricevuto e sono la stima e l’affetto di tante persone. Quello che faccio non mira certo a un premio. Nasce piuttosto dal bisogno di fare qualcosa per la propria città e per gli altri in modo disinteressato e piacevole. Penso invece che un bel riconoscimento lo meriterebbero davvero i Fieui di Caruggi per tutto quello che negli ultimi quindici anni hanno regalato alla città di Albenga. Oggi fortunatamente ci sono tanti eventi e manifestazioni, anche di buon livello, ma quando i Fieui decisero di scendere in campo per la città c’era una sorta di deserto culturale e artistico”.

Ad ogni appuntamento elettorale puntualmente viene fatto il suo nome tra i possibili candidati a sindaco nelle elezioni amministrative. E altrettanto puntualmente segue la sua smentita. Anche per il futuro sarà così?

“Certamente, lo posso ribadire con forza. Molti, in più occasioni, hanno sostenuto che il mio impegno per la città fosse volto a una campagna elettorale. Evidentemente erano in malafede. Per amministrare una città occorrono competenze che io non ho e la politica, per come è oggi, è un mondo che non mi appartiene, anche se devo riconoscere che a livello locale ci sono politici per cui nutro grande stima, a destra e a sinistra. Ma non sono molti”.

Come vede il futuro di Albenga tra agricoltura e turismo?

“A mio parere negli ultimi anni, in tempi assai difficili, sono stati compiuti progressi tangibili. Agricoltura e turismo possono essere complementari, un volano reciproco. Occorrono però scelte coraggiose: saper dire no a nuove cementificazioni e sì al recupero del patrimonio edilizio esistente, no ad altri centri commerciali e sì alle piccole botteghe di quartiere e all’artigianato, no alla tolleranza verso chi delinque, sì al rispetto e alla buona educazione. Purtroppo non mi pare che stia sempre avvenendo. E grande apertura al turismo culturale, ecologico, enogastronomico. Penso a una rete di sentieri, a vere piste ciclabili, alla collaborazione tra tutte le forze economiche, a una pubblicità mirata. Volendo si può fare. Per amore della nostra terra e della nostra gente”.



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