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Riprendono ad aprile le attività del progetto Delfini Metropolitani, lo studio a lungo termine, coordinato da Acquario di Genova e Fondazione Acquario di Genova, che dal 2001 studia i cetacei lungo le coste della Liguria, all’interno del Santuario Pelagos, e che dallo scorso anno, grazie al supporto fornito dal progetto Promed, conta una nuova unità di ricerca in Romagna, Delfini Metropolitani – Adriatico, che coinvolge le strutture Acquario di Cattolica e Oltremare del gruppo Costa Edutainment.
I ricercatori riprenderanno le uscite in mare a bordo di diverse imbarcazioni, dotati di fotocamere con teleobiettivo e Gps, per mappare la presenza dei tursiopi e degli altri cetacei, utilizzando la foto-identificazione per identificare i singoli individui avvistati e tracciare i loro spostamenti.
Come è ormai consuetudine da circa 15 anni, i dati raccolti vengono caricati su Intercet, la piattaforma regionale della Liguria, gestita e coordinata da Fondazione Acquario di Genova, che già contiene i dati raccolti da oltre 50 istituti di ricerca mediterranei in oltre 20 anni di attività sul campo. Anche i nuovi dati, raccolti dall’unità adriatica di Delfini Metropolitani, vengono ora condivisi sulla piattaforma e analizzati in forma aggregata, aggiungendo un nuovo tassello al puzzle del Mediterraneo.
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Questo lavoro di networking ha permesso di costruire una rete internazionale di collaborazione capace di raggiungere risultati su una scala di bacino, per studiare l’ecologia e lo stato di conservazione delle diverse specie (con particolare riferimento al tursiope) e identificare le aree di maggior diversità, come il Santuario Pelagos o il Mare di Alboran.
La ricerca in Adriatico: primi risultati
Anche per il 2025, il team adriatico della ricerca potrà contare sul supporto della Marina di Cattolica che metterà a disposizione due imbarcazioni – un gommone di 8 metri di lunghezza con motore fuoribordo e un cabinato Striker 44 Sport Fisherman di 14 metri di lunghezza – oltre allo skipper e al carburante.
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Sulla costa Adriatica da aprile a ottobre 2024 il team di ricerca ha monitorato un’area compresa entro un raggio di 25 miglia nautiche dalla Marina di Cattolica, tra Cervia e Senigallia. I primi dati confermano la presenza del tursiope in quest’area di studio. Questo è coerente con l’ecologia di questa specie di delfino, che sembra prediligere le acque di piattaforma, entro i 200 metri di profondità. I ricercatori hanno inoltre potuto verificare che anche in quest’area, come nel levante ligure e in altre zone del Mediterraneo, i tursiopi sembrano attratti dalle attività di pesca a strascico.
www.riminitoday.it è stato pubblicato il 2025-03-28 18:00:31 da

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