All’asta la più grande collezione di macchine da scrivere


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Una collezione unica di 33 macchine da scrivere appartenute a grandi autori come John Updike, Ray Bradbury, George Bernard Shaw, Truman Capote e Tennessee Williams, è stata messa all’asta da Heritage Auctions a Dallas, nel Texas, realizzando un incasso totale di 282.825 dollari (circa 258.000 euro).

Protagonista è stata la Underwood Standard del 1926 di Ernest Hemingway, la macchina che il giornalista e scrittore americano usava per scrivere le sue lettere da Finca Vigía, la sua villa vicino all’Avana a Cuba, che è stata aggiudicata per 162.500 dollari.

La Royal Empress del 1962 di Hugh Hefner, che l’editore di Playboy utilizza in una famosa foto in cui è vestito in pigiama mentre fuma la pipa, ha realizzato 30.000 dollari, mentre la Hermes 3000 del 1963 dell’attore Tom Hanks, noto appassionato di macchine da scrivere, è stata venduta per 8.750 dollari.

Queste macchine, allo stesso tempo arnesi del mestiere del giornalista e icone della scrittura del Novecento prima dell’avvento di computer e telefoni smart, sono solo alcuni dei gioielli collezionati in quasi venti anni da Steve Soboroff, ex commissario del Dipartimento di Polizia di Los Angeles.

La sua è stata soprannominata “The World’s Greatest Typewriter Collection” (la più grande collezione di macchine da scrivere del mondo) e ha avuto inizio con la Remington Model J del 1940 del giornalista sportivo vincitore del Premio Pulitzer e opinionista del “Los Angeles Times” Jim Murray nel 2005.

Uno degli oggetti più affascinanti della collezione di Soboroff è certamente la Bar-Lock del 1902, appartenuta a Jack London prodotta dalla Columbia Typewriter Manufacturing Company, una macchina dalle caratteristiche uniche: “Ci sono tasti separati per le lettere minuscole e maiuscole e manca anche il punto esclamativo – London avrebbe dovuto prima digitare un punto e poi aggiungere una ‘I’ maiuscola sopra di esso”, si legge nel comunicato della casa d’aste che cita la descrizione dell’American Writers Museum. Pazzesca anche la tastiera con uno schema “2WBMRN” anziché lo standard “QWERTY” lungo la fila di tasti superiore.

Della raccolta facevano parte altre macchine, tra cui quelle utilizzate da scrittori come Philip Roth ma anche divi come Greta Garbo, Shirley Temple, Mae West, Julie Andrews e Bing Crosby.

La collezione è stata a lungo esposta negli Usa e all’estero e l’anno scorso Soboroff ha donato sei delle sue macchine da scrivere allo Smithsonian’s National Museum of American History di Washington: in precedenza, erano state possedute da Maya Angelou, Joe DiMaggio, Elia Kazan, John Lennon, Jerome “Jerry” Siegel e Orson Welles.

Una parte del ricavato dell’asta sarà devoluta a una delle organizzazioni non profit preferite da Soboroff, la Jim Murray Memorial Foundation, che finanzia borse di studio per studenti universitari di giornalismo.

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www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-12-21 13:04:00 da


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