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È ripresa questa mattina a binario unico la circolazione ferroviaria tra Prato e Vernio, sulla linea convenzionale Prato-Bologna ed è prevista una riprogrammazione dei treni regionali con modifiche di orario e in alcuni casi la sostituzione con autobus. Gli aggiornamenti sono disponibili nelle stazioni e nella sezione Infomobilità dei canali web di Rfi e Trenitalia. La riattivazione del secondo binario, compatibilmente con le condizioni meteo al momento è prevista per lunedì 13 novembre.
La circolazione tra Prato e Vernio era stata interrotta nella notte tra il 2 e il 3 novembre scorsi a causa del maltempo che aveva interessato la zona, provocando allagamenti, frane e smottamenti che avevano interessato l’infrastruttura ferroviaria. Sulla linea per gli interventi di ripristino della circolazione hanno operato e sono ancora al lavoro circa 50 tecnici di Rete Ferroviaria Italiana, società capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane, e delle ditte appaltatrici.
Rischio idrogeologico, allerta arancione in Toscana
La nuova allerta arancione sulla Toscana è prevista dalle 16 di domani, giovedì 9 novembre, fino alle 14 di venerdì 10, il codice giallo, per rischio idrogeologico e temporali forti sul resto della regione, dalle ore 16. In particolare il rischio idraulico è per l’area del Bisenzio e Ombrone pistoiese, quelle colpite dall’ondata di maltempo a partire dal 2 novembre scorso.
Il bollettino della Protezione civile regionale è stato diffuso dal governatore Eugenio Giani che inviata a prestare “massima prudenza”. Anche il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, è intervenuto invitando la cittadinanza a rimanere a casa e a limitare gli spostamenti solo a quelli effettivamente necessari e inderogabili così da non intralciare eventuali operazioni di soccorso.
Domani, in particolare previste piogge nella seconda parte della giornata in estensione dalla costa verso l’interno. Nella giornata di domani, si spiega infine, verrà aggiornata l’allerta per venerdì 10.
Allerta anche in Sardegna per forti temporali e rischio frane
La Protezione civile regionale della Sardegna ha diramato una allerta meteo gialla per rischio idrogeologico, valido dalle 12 di domani, 9 novembre, sino alla mezzanotte. Le aree coinvolte dall’avviso di criticità ordinaria sono quelle del Montevecchio Pischinappiu, del Tirso e del Logudoro, nel nord dell’isola, che potrebbero essere interessate da forti temporali. Sono state diffuse anche le precauzioni da tenere in caso di temporali, e quindi quella di restare nelle proprie abitazioni e di salire ai piani superiori in caso ci si trovi in locali seminterrati o al piano terra. Inoltre, è preferibile evitare i trasferimenti in auto. Vietato attraversare i torrenti in piena, a piedi o con qualsiasi mezzo, sostare in prossimità di ponti e argini di fiumi e torrenti e attraversare sottopassi.
Previsioni meteo per domani giovedì 9 novembre
Ecco le previsioni invece per domani giovedì 9 novembre secondo il servizio meteorologico dell’Aeronautica militare.
Al Nord: strati bassi con foschie dense o banchi di nebbia associati in pianura padana, in diradamento già dalla seconda parte del mattino; cielo sereno o poco nuvoloso sul resto del Settentrione, con aumento delle nubi compatte dal tardo mattino al nord-ovest, in estensione dalla sera al resto del settore, con piogge inizialmente sparse, ma tendenti a divenire diffuse.
Al centro e in Sardegna: cielo sereno o poco nuvoloso, con aumento delle nubi compatte dal tardo mattino su Toscana e Sardegna, con deboli piogge sparse, tendenti a divenire diffuse dal pomeriggio, in estensione serale anche al resto delle regioni tirreniche e Marche.
Al Sud e sulla Sicilia: cielo inizialmente sereno o poco nuvoloso, con aumento delle nubi compatte dapprima sulla Sicilia e poi a seguire anche sul resto del Meridione, con le prime deboli piogge dal pomeriggio sulle regioni tirreniche. Temperature massime in diminuzione su Sicilia centromeridionale.
Temperature: minime in aumento al Nord-Ovest, alpi e prealpi, stazionarie sulla Toscana e in diminuzione sul resto del Paese; massime in diminuzione al Nord-Ovest, regioni alpine, alta Toscana e Sicilia centromeridionale, in aumento sul resto delle regioni ioniche, Molise ed Emilia-Romagna centro orientale, stazionarie sul resto del Paese.
Venti: da deboli a moderati occidentali al Centro-Sud, con rinforzi anche sensibile dal pomeriggio sulla Sardegna, in iniziale estensione serale anche alle coste tirreniche centrali peninsulari; deboli variabili sul resto del Paese.
Mari: da mossi a molto mossi mare di Sardegna e Ionio; poco mosso, localmente mosso l’Adriatico; mossi i restanti mari.
L’allarme di Coldiretti: il caldo record incide sul maltempo
Ad aumentare i danni del maltempo per le precipitazioni record che il terreno, dopo un lungo periodo di caldo e siccità, non riesce ad assorbire sono state le altissime temperature di un ottobre più bollente di sempre anche in Italia, con una temperatura superiore di 3,15 gradi la media storica del mese.
È quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr che rileva le temperature in Italia dal 1800, rin riferimento alle rilevazioni dell’osservatorio europeo sui cambiamenti climatici Copernicus (C3s), per il quale è stato il mese di ottobre più caldo mai registrato al mondo con una media di 15,38 gradi sulla superficie terrestre di 1,7 gradi più caldo della media dello stesso mese del periodo tra il 1850 e il 1900.
In Italia l’anomalia climatica – sottolinea la Coldiretti – stata più evidente nelle regioni del Centro dove la temperatura ad ottobre è stata di ben 3,4 gradi superiore la media storica e maggiori i danni provocati dal maltempo a novembre. Su un territorio più fragile si sono infatti abbattuti fino ad ora nel solo mese di novembre ben 107 eventi estremi tra trombe d’aria, bufere di vento e bombe d’acqua concentrate soprattutto proprio nel centro Italia secondo il monitoraggio della Coldiretti su dati Eswd (European Sever Weather Database), provocando dispersi e vittime.
Il presidente della Liguria firma lo stato di emergenza, stanziati 1.5 milioni di euro
Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha firmato il decreto con cui dichiara lo stato d’emergenza regionale per far fronte ai danni causati dal maltempo e dalle mareggiate che hanno investito il territorio a partire dal 24 ottobre. Domani in Giunta verranno stanziati fondi per 1,5 milioni di euro, che serviranno a coprire le spese sostenute dagli Enti locali per far fronte alle prime emergenze e alle somme urgenze. “Il nostro Dipartimento di Protezione civile – ha detto – sta facendo il punto sui danni insieme ai Comuni: stimiamo circa 30 milioni di euro di danni al solo patrimonio pubblico, cui si aggiungeranno poi i danni subiti da privati cittadini e attività produttive – ha spiegato – Lo stato d’emergenza regionale e lo stanziamento delle prime risorse servono a far fronte immediatamente alle situazioni più urgenti che gli Enti locali hanno dovuto affrontare. Chiederemo anche al Governo di inserire la Liguria nello stato d’emergenza nazionale che verrà istituito nelle prossime settimane facendo una prima ‘ricognizione speditiva’ dei danni, in modo da poter risarcire anche i privati”.
Presidente regione Toscana, Giani: “Ristori di 5mila euro alle famiglie e di 20mila alle imprese”
“Una volta fatto l’elenco dei Comuni, delle famiglie e delle imprese colpite abbiamo una capacità di ristoro diretto fino a 5mila euro per quello che riguarda le famiglie e fino a 20mila euro per le imprese. È un primo intervento temporaneo, ma su cui stiamo lavorando per concentrarci a dare quel primo segno di risposta”. Così il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, facendo il punto sull’emergenza a margine di una conferenza stampa con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. “Sui rimborsi – spiega Giani -l’iter è questo: abbiamo mandato come direzione della Protezione civile alle 5 Province coinvolte l’indicazione di comunicare quali Comuni hanno avuto danni rilevanti. I Comuni che vengono così identificati, attraverso un filtro che la legge prescrive devono fare le Province, trovano un rapporto diretto con il commissario e gli uffici: a quel punto io con tutta probabilità nominerò soggetti attuatori degli interventi i sindaci dei Comuni più direttamente coinvolti, che sono in realtà circa 15”. A quei sindaci, chiarisce il presidente Giani “darò la veste specifica di soggetto attuatore dell’emergenza commissariale, e loro decideranno singolarmente in ogni Comune come identificare, probabilmente con un bando, le famiglie più decisamente colpite, che quindi hanno una situazione di inagibilità della casa, di sgombero, di allontanamento anche temporaneo dalla propria abitazione, o comunque danni molto consistenti”.
www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-11-08 17:43:00 da

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