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E’ partita l’inchiesta della Procura di Teramo che dovrà fare luce sulla morte dei santarcangiolesi Luca Perazzini e Cristian Gualdi deceduti, lo scorso dicembre, sul Gran Sasso. Gli inquirenti abruzzesi, infatti, hanno avviato l’indagine a carico di ignoti in seguito all’esposto dei famigliari dei due escursionisti con il fratello di Perazzini che si è affidato agli avvocati Francesca Giovanetti e Luca Greco del foro di Rimini. I carabinieri di Assergi hanno acquisto i filmati ritrovati nei cellulari delle vittime e, allo stesso tempo, hanno ascoltato una serie di persone informate sui fatti. Al centro dell’indagine le questioni sollevate dai famigliari delle vittime e, in particolare, sulla mancata chiusura della funivia del Gran Sasso nonostante l’allerta meteo diramata dalla Protezione Civile per il 22 dicembre quando i romagnoli avevano deciso di compiere l’escursione in alta quota.
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Dovrà essere analizzata anche la tempestività dei soccorsi dopo che Gualdi, alle 14.56, avrebbe lanciato un primo allarme al 112 col suo telefonino quando le condizioni meteo non erano ancora proibitive. In tutto, secondo quanto emerso dalle prime indagini, sono state 17 le chiamate fatte ai soccorritori l’ultima delle quali intorno alle 19. Da approfondire anche la questione sulla segnaletica del sentiero percorso dagli escursionisti per accertare se ci siano state eventuali carenze che possano aver disorientato i romagnoli. “Non erano né inesperti, né sprovveduti”, hanno rimarcato più volte i familiari di Luca e Cristian, che attendono di capire se fu fatto tutto il possibile per evitare una tragedia difficile da accettare.
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Lo scorso 22 dicembre il 42enne e il 48enne erano rimasti bloccati sulla via Direttissima del Corno Grande, sul Gran Sasso, a circa 2700 metri di quota durante una tempesta di neve. I soccorritori, subito dopo l’allarme, erano a loro volta rimasti bloccati a causa delle proibitive condizioni che, per 6 giorni, avevano visto una forte nevicata abbattersi sulla zona con temperature che erano scese fino a sfiorare i -20 gradi. Solo nella giornata del 27 dicembre, con estremi sforzi, le squadre del Soccorso Alpino avevano ritrovato i corpi senza vita degli alpinisti stroncati dall’ipotermia.
www.riminitoday.it è stato pubblicato il 2025-03-12 16:31:04 da

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