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ANCONA – Ci siamo, il processo per l’alluvione di Senigallia del 3 maggio 2014 può partire. Oggi sono state ammesse 405 parti civili e oltre cento testimoni. Il primo sarà sentito nell’udienza già fissata per il 22 aprile: sarà Simone Cecchini, comandate dei carabinieri forestali di Ancona che ha svolto le indagini. Sono passati 11 anni dai fatti che causarono la morte di 4 persone, non tutte nell’immediatezza del fatto, e danni ingenti ad attività e abitazioni rimaste sommerse da acqua e fango. Dopo il cambio di tribunale, da Ancona a L’Aquila, per la presenza di un magistrato locale tra i danneggiati, e un cambio di giudice, oggi il giudice del tribunale abruzzese, Tommaso Pistone, ha rigettato le istanze delle difese accogliendo definitivamente le costituzioni di parte civile di quattro avvocati in rappresentanza degli alluvionati e dei familiari delle vittime che hanno perso la vita. Tra questi anche l’avvocato Corrado Canafoglia che tutela 395 alluvionati in rappresentanza anche dell’Unione Nazionale Consumatori. L’idea è quella di fare un’udienza a settimana.
In piedi, è rimasto solo il reato di inondazione colposa che si prescrive nel 2029. Sotto processo ci sono due ex sindaci di Senigallia, Maurizio Mangialardi (attuale vicepresidente del consiglio regionale) e Luana Angeloni, il comandante dei vigili urbani di Senigallia Flavio Brunaccioni, Gianni Roccato dell’ufficio tecnico del Comune, l’ex dirigente della Provincia Massimo Sbriscia, il presidente dell’autorità di Bacino Mario Smargiasso, l’ingegnere Alessandro Mancinelli come consulente del Comune e Libero Principi, funzionario Lavori Pubblici della Regione.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-03-04 20:30:37 da

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