Ancona, il piatto natalizio piange. Ed ora urge scartare qualche re…

Ancona, il piatto natalizio piange. Ed ora urge scartare qualche re…


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Ancona, il piatto natalizio piange. Ed ora urge scartare qualche re…

Perlomeno in chiave calcistica, niente “Buon Natale”. A Lucca niente abbuffata, e nemmeno un “brodino” – leggasi un punto – per scaldarsi e muovere una classifica che vede ormai crescere il numero delle squadre osservabili dal parabrezza e sempre meno quelle distinguibili dagli specchietti retrovisori. Senza Martina, Gatto e Cella appiedati dal giudice sportivo, l’ultima del 2023 in terra Toscana coincide per l’Ancona con l’ottava sconfitta nel torneo, e conferma anche l’idiosincrasia dei dorici verso le trasferte, dove si continua a raccogliere poco, e dove soprattutto si registra un netto divario prestazionale in considerazione di quello che i biancorossi hanno fatto recentemente vedere al Del Conero. La Lucchese non ha certo scintillato sul tappeto verde del “Porta Elisa”, palesando anche dei limiti nei sedici metri finali in linea con il suo storico recente, fatto di reti centellinate al punto da far maturare la scelta della dirigenza di intervenire nella finestra di mercato invernale. Ma è bastato il “corto muso” a regalare ai rossoneri i tre punti, ed a sguarnire il piatto con cui i dorici avrebbero dovuto desinare nella sfida natalizia.

Si può, certo, stare anche a recriminare su alcune scelte effettuate dal direttore di gara, o anche sulla malasorte che ha messo parzialmente fuori combattimento Paolucci (subentrato ma in imperfette condizioni fisiche) e totalmente Peli, col secondo che magari avrebbe fatto comodo vista l’invisibilità di Energe nel primo tempo e considerando pure un organico già azzoppato dai tre squalificati. Ma le assenze non possono di certo rappresentare un alibi: c’erano anche l’anno scorso, quando per esempio Colavitto era stato obbligato a rinunciare addirittura per due mesi ad una pedina come Alberto Spagnoli, in un periodo a cavallo tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023 in cui erano però stati messi in cassaforte venti punti in nove partite. E un brivido corre lungo la schiena pensando a quello che sarebbe potuto accadere in questo torneo se, in questi quattro mesi di stagione, due fossero stati affrontati senza colui che finora ha garantito otto reti e tre assist.

E allora, si ritorna al punto nevralgico dell’analisi: la rosa, così come è stata concepita, non va. Perché le alternative credibili non servono solo per tamponare assenze legate a stop del giudice sportivo o infortuni, ma più a modificare un assetto magari non performante contro l’avversario di turno, o a compensare una serataccia in cui qualcuno può incappare. A centrocampo, il migliore acquisto sarà probabilmente il ritorno di quel Michael D’Eramo il quale lo scorso anno aveva dato una bella mano alla mediana biancorossa prima di infortunarsi, riciclandosi persino come esterno d’attacco (schierato sulla destra dal primo minuto, segnò anche un gol all’Alessandria). Ma dietro forse serve davvero correre ai ripari (l’amnesia di Dutu sul gol vittoria della Lucchese è l’ultima di una serie che qualche riflessione deve pur farla suscitare), così come nel reparto offensivo. Dove, in particolare, il confronto è impietoso: la batteria di attaccanti lo scorso anno aveva garantito 41 reti in tutta la stagione, mentre ora al giro di boa sono solo 13, otto delle quali di Spagnoli (problema su cui già poco meno di due mesi fa ci eravamo soffermati qui)

Ha ragione il ds Micciola quando afferma che servono giocatori con addosso la maglia dell’Ancona disposti a metterci l’anima, ed a scendere in campo con la bava a bocca. Però, incominciamo a mettere un po’ di ordine: la squadra, da lui etichettata come migliore dell’anno scorso, non sembra tale e manca qualità (lo ha anche detto Colavitto, nel post match del “Porta Elisa”, con riferimento al reparto avanzato) e la classifica scricchiola, in un’annata che sarà anche di transizione – i tifosi lo sanno, la Curva Nord si è espressa ed ha pienamente recepito il messaggio dimostrando comprensione e pazientando – ma deve essere chiusa senza sgradite sorprese. Va bene puntare su chi in campo si sbatte e non cammina, ma un “booster” che faccia volgere verso l’alto la curva delle doti tecniche complessive dell’organico serve, ed in fretta. Che siano giocatori – citazione del direttore sportivo – “di fiducia e funzionali alle idee del tecnico” va benissimo, ma anche pienamente “sul pezzo” per la categoria e con un un po’ di esperienza. Perché dopo un Natale amaro, non si può certo pensare di passare una Pasqua a sirene d’allarme spiegate.

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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2023-12-23 12:26:46 da


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