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“L’adesione al credo ideologico jihadista” era “frutto di un attento e meditato percorso di avvicinamento” e non di “un’estemporanea opzione fideistica”. Il terrorismo, quindi, era “una scelta totalizzante e da perseguire anche a costo di alterare in modo incisivo il proprio stile di vita”. Non ha dubbi il gip Andrea Salvatore Romito, che nell’ordinanza ha accolto le richieste dei pm Morena Plazzi e Stefano Dambruoso e ha disposto il carcere per un gruppo di cinque ragazzi under 30 dedito al proselitismo e alla propaganda del terrorismo di matrice islamica e che inneggiava al martirio e alla guerra santa. A capo dei cinque, accusati di far parte di un’associazione a delinquere con finalità di terrorismo denominata ’Da’wa Italia’ (traducibile come Chiamata alle armi Italia) che si ispirava ad Al Qeda e…
www.ilrestodelcarlino.it è stato pubblicato il 2024-12-27 07:23:03 da

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