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“La guerra è brutta, che ti devo raccontà?” Diceva così Augusto Pasquale Giangregorio al figlio Sandro, quando andavano a fare il riposino pomeridiano insieme nella loro casa di Castelvecchio Subequo.
Ma invece di chiedere una favola, quel bambino di cinque anni chiedeva al babbo di raccontare la guerra: lui che di anni con la divisa addosso ne aveva fatti, come amava ricordare, sei. Uno di servizio militare, terminato nel 1936, nella fanteria “Pinerolo”, e gli altri di guerra vera e propria, dal 1940 al 1945.
In mezzo, la paura, l’angoscia, la prigionia, la fame, la resistenza passiva. E il calcio.

La storia di Augusto Pasquale Giangregorio, nato nel 1914 a Castelvecchio Subequo, parla di libertà, speranza e…
www.ilcapoluogo.it è stato pubblicato il 2025-01-25 19:24:55 da Redazione

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